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Francis Kèrè scelto per l’annuale padiglione della Serpentine gallery

Francis Kèrè è il primo architetto africano scelto per progettare il padiglione annuale della Serpentine Gallery di Londra. Oltre che per le due gallerie permanenti la Serpentine, è conosciuta per i padiglioni temporanei estivi commissionati a più importanti architetti contemporanei, la cui esistenza è limitata a tre mesi, sono realizzati con budget limitati. Ogni anno vengono costruiti nel cuore di Kensington Gardens e sono concepiti per offrire spazi di socializzazione, attraverso una fitta programmazione di eventi che comprende mostre di arte contemporanea, concerti, spettacoli di danza e proiezioni cinematografiche.

A partire dal primo progetto realizzato da Zaha Hadid nel 2000, una tenda speciale che doveva rimanere solo pochi giorni per festeggiare i 30 anni della galleria, l’iniziativa continua ogni anno. Ha visto ospitato grandi nomi dal polacco Daniel Libeskid al portoghese Alvaro Siza fino a Frank Gehry, Ai Weiwei e lo scorso anno Bjarke Ingels. Quest’anno l’africano Francis Kèrè.

Nato nel 1965 a Gando nel Burkina Faso, dopo gli studi alla Technische Universität di Berlino, dal 2005 guida uno studio di architettura con sede nella capitale tedesca, e nel corso della sua carriera ha lavorato principalmente nei paesi africani e in via di sviluppo, dove l’architettura si traduce nella risposta immediata alle necessità primarie e alle emergenze sociali. Ispirato dagli alberi del suo villaggio natale, l’artista ha immaginato una struttura aperta e permeabile che lasciai visitatori in contatto costante con la natura del parco. Il padiglione avrà una grande tettoia pensile in acciaio con degli oscuranti in legno e una pelle trasparente che copre la struttura e permette alla luce del sole di entrare nello spazio, ma anche di proteggerlo dalla pioggia. Al centro del padiglione, una grande apertura zenitale nella volta aprirà la vista sul cielo e con la pioggia diventerà un sistema per canalizzare l’acqua.

Ma è l’aspetto sociale dell’iniziativa quello che preme di più a Keré che, ricordiamo, ha vinto numerosi riconoscimenti per i suoi progetti eco-sostenibili e sempre ricolti alla comunità. ”Il mio progetto per la Serpentine è una sorta di mircrocosmo che fonde i riferimenti culturali del mio paese con tecniche costruttive sperimentali. L’esperienza di crescere in un villaggio sperduto mi ha instillato una forte consapevolezza delle implicazioni sociali, sostenibili e culturali del design. Credo che l’architettura abbia il potere di affascinare e ispirare tutti e, insieme, di mediare aspetti più importanti, come il senso della comunità, l’ecologia e l’economia.”. Per tutte le info: www.serpentinegalleries.org

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