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Presentato alla Biennale Pan il primo museo sommerso italiano

Le Isole Eolie sono patrimonio dell’Unesco e sono fra le isole più belle del Mediterraneo, con due vulcani ancora attivi e una grande varietà di fondali. Il mare blu che caratterizza le Eolie si sta rapidamente svuotando, molti ecosistemi sono a rischio e molte delle baie più belle stanno scomparendo. Proprio lì, dove la natura dimostra forza e diventa quasi essenza, il PAN-Museo Sommerso prende forma. In una delle calette più belle di Panarea, su di una superficie di 500 mq, sorge il primo museo subacqueo, presentato in occasione della Biennale di Venezia il 10 maggio al Circolo Ufficiali della Marina da Franco Losvizzero, anima del progetto. Sculture, realizzate con speciali materiali non inquinanti, sono fissate sul fondo del mare. Un luogo magico e surreale visitabile, con maschera e pinne o con le bombole, dai 4 agli 8 metri di profondità. Resistenti più del cemento col tempo si coloreranno con le alghe marine divenendo un tutt’uno col fondale. Un format replicabile su diversi fondali, con impatto zero, per l’utilizzo di materiali riciclati e riciclabili come il granulato plastico, con costi sostenibili, perché realizzate con plotter 3D, e con le infinite idee degli artisti selezionati tramite call o su invito.

L’obiettivo dell’iniziativa, come tutti i musei, è quello di riportare l’attenzione principalmente sulla Bellezza, ma in questo caso, dimostrare soprattutto che l’interazione arte e ambiente può attrarre la giusta attenzione al fine di promuovere e salvaguardare la vita sottomarina, educando le persone a rispettare la natura. ”Siamo noi i custodi del nostro mare grazie al quale viviamo e respiriamo”, dice Federica Tesoriero alla presentazione del progetto, ”noi abbiamo il compito speciale di proteggerlo e prenderci cura degli esseri che lo vivono. Occorre, oggi più che mai, ri-formare i principi e i comportamenti etici con cui poter essere ospiti e custodi del nostro amato mediterraneo”. Il progetto è stato avviato, ovviamente con la speranza di poterlo replicare al più presto su le altre isole. In quest’epoca di selfie nessuno se ne andrà dalle Eolie senza uno scatto vicino le opere.

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