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Rosa Barba nell’Hangar

Concepita come una coreografia che abbraccia l’ambiente nella sua interezza From Source to Poem to Rhythm to Reader presenta 14 opere realizzate da Rosa Barba dal 2009 a oggi, tra cui film in 35 e 16mm, sculture cinetiche e interventi site specific che instaurano un dialogo profondo con la natura industriale dello spazio espositivo che le accoglie, lo Shed dell’HangarBicocca. I film di Rosa Barba sono studi topografici dell’inconscio moderno: spazi della memoria e dell’incertezza che possono essere letti come miti rassicuranti malgrado la precarietà della realtà rappresentata. Si muovono tra il documentario sperimentale e la narrazione di finzione al di fuori di uno spazio temporale definito, focalizzandosi spesso sul paesaggio naturale e sugli interventi dell’uomo sull’ambiente, in bilico tra documentazione storica, aneddoti personali e descrizione filmica.

I film proiettati sono mostrati in Italia per la prima volta. È il caso di The Empirical Effect (2009), un’indagine sul paesaggio del Vesuvio come campo di forze naturali, mentali e culturali; Enigmatic Whisper (2017), girato all’interno dello studio dell’artista Alexander Calder (1898–1976); e From Source to Poem (2016), una narrazione audiovisiva densamente stratificata. Quest’ultimo, realizzato in occasione della mostra, è stato girato nel centro di conservazione audio-video della Library of Congress a Culpeper, Virginia, il più grande archivio multimediale al mondo. Degno di nota anche Subconscious Society, a Feature (2014) realizzato in 35mm, riflette sulla fine dell’era industriale e sulla transizione verso una nuova epoca tecnologica, legata all’immaterialità. Presentato nello spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca, un tempo al centro della prima area industriale nata in Italia, quest’ultimo risuona di ulteriori significati e innesca una riflessione sulle tracce del passato e su come il paesaggio circostante sia profondamente cambiato.

Accanto ai film, la pratica creativa dell’artista include lavori scultorei: opere concettuali che utilizzano immagini proiettate, ricordi scritti e oggetti reali o immaginari, dando vita a un dialogo totale, come a esempio in Hear, There, Where the Echoes Are, un’installazione in cui luce e suono sono in sincrono, al ritmo di una partitura suonata da una batteria. L’opera è composta da quattro proiettori 16mm e uno da 35mm, ognuno dei quali è abbinato a uno schermo e a un filtro in vetro colorato che pende dal soffitto.

Rosa Barba è nata ad Agrigento nel 1972. Ha studiato all’Academy of Media Arts di Colonia e alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam; attualmente vive e lavora a Berlino. Numerose istituzioni le hanno dedicato mostre personali, tra cui le recenti da citare: Palacio de Cristal, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid; Secession, Vienna; Malmö Konsthall, Malmö (2017); CAPC musée d’art contemporain de Bordeaux; Schirn Kunsthalle, Francoforte (2016). L’artista ha inoltre partecipato a diverse rassegne internazionali, tra cui tre edizioni della Biennale di Venezia (2015, 2009, 2007), la Biennale di San Paolo (2016), la Biennale di Sydney e di Berlino (2014) e la Biennale di Liverpool (2010).

Fino all’8 ottobre; Pirelli HangarBicocca, via Chiese 2, Milano; info: www.hangarbicocca.org

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