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L’Università Europea di Roma: un’eccellenza da scoprire

In Italia c’è un’eccellenza accademica ancora poco conosciuta ma già scelta dalla meglio gioventù capitolina. Parliamo dell’Università Europea di Roma, un ateneo relativamente giovane che in dieci anni di vita è riuscito a scalare le varie classifiche di qualità e a diventare un riferimento per molte famiglie di Roma nord e non solo. I motivi di questo successo sono evidenti. L’Università Europea di Roma (UER) cresce così bene essenzialmente per quattro ragioni. La prima: è un’università accogliente e dal forte spirito inclusivo. Gli studenti hanno a disposizione un campus all’americana facilmente raggiungibile (è sull’Aurelia poco dopo piazza Irnerio) e soprattutto vivono in un clima di amicizia che per spirito ricorda quasi più i circoli sportivi che non le dispersive università statali. La seconda: l’UER è un riferimento solido per le famiglie. Basta un colpo d’occhio per percepire la serietà dell’ambiente, la qualità dei corsi di studio, l’attenzione verso la protezione degli studenti e la loro solida formazione umana. La terza ragione è l’affidabilità. Guardando i numeri, ad esempio il rapporto iscritti laureati, si capisce che all’UER le promesse vengono mantenute. Tranne rare eccezioni tutti gli studenti si laureano nei tempi prestabiliti e i tassi di occupazione post diploma sono veramente alti. Infine le eccellenze.

Partiamo dal corpo docente, che è giovanissimo e qualificato. Il Prorettore Alberto Gambino, anche lui molto giovane, ha costruito un team di professori dall’età e dal curriculum inversamente proporzionali: bassa la prima, corposo il secondo. E’ al loro lavoro che si deve questi risultati. Poi vi sono le singole cuspidi di qualità. La neonata facoltà di Turismo è una vera chicca. Un’eccellenza assoluta perché sotto un tetto che offre grandi prospettive lavorative qual è appunto il turismo, ha riunito alcuni degli asset più importanti del nostro paese, come l’agricoltura o le bellezze artistico/culturali. Dentro la facoltà di Turismo, tanto per fare un esempio, sono infatti riunite tutte le discipline principali per la gestione del territorio. Oppure, ed è un altro esempio, vi è una parte dedicata al turismo culturale e religioso, settore che in Italia e a Roma è di alto valore strategico. Tanto per rimarcare il livello d’innovazione che vige nel corso di laurea in Turismo ricordiamo infine che qui gli studenti possono seguire un corso in cui si impara l’uso dei droni applicati all’agricoltura e allo stesso turismo. Naturalmente alcune materie le si può studiare anche direttamente in inglese. Ma veniamo alle facoltà. Ecco quelle oggi disponibili: Economia (Gestionale Aziendale e Management dell’innovazione), Giurisprudenza, Psicologia, Scienze della Formazione Primaria e naturalmente Turismo. Infine, trattandosi di una università privata, è bene dare uno sguardo ai costi. Anche qui una nota positiva: si va da circa 6.000 euro all’anno di Economia ai 2.700 euro per Turismo. Tutti mediamente inferiori rispetto al mercato.

E che l’eccellenza qui sia la norma lo dimostra anche l’evento dello scorso 3 maggio che ha avuto come protagonista il Presidente di Mercedes Benz Italia, Ronald Schell, intervenuto su un tema emblematico, vale a dire Drive the innovation. Parlando del futuro del mondo delle autovetture Schell si è a lungo soffermato su un argomento assai caro all’Uer: il tema del cambiamento. Ne è nato un intenso e stimolante confronto con gli studenti.

Ecco spiegato perché tanti ragazzi provenienti dalle migliori scuole romane (dal Giulio Cesare al Convitto Nazionale, dal Lucrezio Caro al Tasso) hanno scelto l’Università Europea di Roma. Ecco perché quando si sceglie un’università bisogna valutare bene. Perché talvolta le eccellenze non sono all’estero ma sotto casa nostra. Il prossimo test d’ammissione è il 25 maggio, ma per saperne di più: www.universitàeuropeadiroma.it

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