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Piccoli furti

Se state attraversando la crisi dei 30 anni – o su o giù di qui – ecco una graphic novel che non fa per voi. Se invece volete vivere alcuni momenti con un pizzico (davvero il minimo sindacale) di leggerezza in più, magari leggendo un volume ben scritto e ottimamente disegnato, Piccoli furti (Rizzoli Lizard, 96 pagine, 16 euro) fa per voi. Anche perché immedesimarsi nella protagonista è meno improbabile di quanto si pensi (speri?). Lei è Corinna Park, una ragazza convinta che la vita le avrebbe riservato grandi cose. Era certa che dopo aver conseguito la laurea in letteratura inglese avrebbe scritto il ”grande romanzo americano”, conquistando così la sua fetta di notorietà. Le cose, però, non sono andate in questo modo e Corinna si ritrova – suo malgrado – a fare la copywriter per un’agenzia pubblicitaria di una grande città («ecco, sono caduta nella solita trappola. Sono passati cinque anni e ho scritto solo copy. Forse ho solo paura di scoprire di essere negata»), scrivendo slogan senza senso per una serie di prodotti che non acquisterebbe mai («che ne dite di “Per papà ho un profumo speciale”», è lo slogan, più che banale, che riesce a ideare nel corso di una riunione noiosa quanto un’attesa dal dentista).

Ma c’è un momento nel quale Corinna si sente viva, ed è quando ruba riviste in anonimi negozietti. Un modo, il suo, per pareggiare i conti con il destino. Trentenni fuori posto: benvenuti nell’universo (in questo caso illustrato di bianco, rosa e nero) di Michael Cho, artista nato a Seul ma residente in Canada fin da bambino, autore di una delicata graphic novel che spinge a riflettere sul tempo che fugge e sulle illusioni che ci hanno insegnato a coltivare (e in questo siamo stati più o meno tutti degli ottimi allievi). La sensibilità umana e artistica di un illustratore affermato come Cho – i suoi lavori sono apparsi sulle più importanti testate americane – ha le fattezze di Corinna, una giovane disillusa che vive con la gatta Anais, tanto indisciplinata quanto adorabile («senti, ti ho accolta, ti nutro, mi prendo cura di te e ti dò tutto quello che vuoi. Perché non sei più gentile?») in un monolocale arredato con gusto. La ragazza è sempre in ritardo, non ha molti amici («pensavo che avrei stretto nuove, fantastiche amicizie») e ha una vita sentimentale non proprio invidiabile («non cerco nessuno adesso»).

Restia all’uso di app e di siti per incontri tra single, poco incline ad ”accettare” ogni giorno un lavoro ben pagato ma che non ama (e non basta una frase a effetto come quella pronunciata dal suo capo – «siamo pubblicitari, e cerchiamo di stabilire un legame tra il cliente e il suo mercato. È il nostro lavoro» – per farle cambiare idea), Corinna fatica ad accettare una realtà che le è poco consona, sia a livello professionale sia nei rapporti affettivi. Rubacchiare qualcosa ogni tanto è, per lei, «un reato minore. Prendo le riviste, nient’altro, quindi non mi sento in colpa», un’alternativa per evadere da una quotidianità che le sta stretta, per «sentirsi meglio, un po’ più viva». Perché, come lei stessa ammette, «ognuno sceglie di ignorare qualcosa per sopravvivere».

Info: www.rizzolilizard.eu

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