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Le architetture più complesse del mondo sono in 3D

Nulla sembra più lontano dall’arte quanto il concetto di algoritmo. Ma cosa succede quando lo studio matematico si incrocia con la creatività? Michael Hansmeyer, architetto e programmatore di computer, con la collaborazione di Benjamin Dillenburger per anni ha lavorato su questo e l’ultimo dei loro lavori è stato addirittura commissionato dal Centre Pompidou per la collezione permanente: il Digital Grotesque II. Molto più grande rispetto al suo predecessore la sua realizzazione ha richiesto due anni di lavorazione per sviluppare il progetto, un mese per la stampa, e solo due giorni di tempo per assemblare le sette tonnellate di stampe di pietra arenaria. Una grotta stile barocca, lavorata all’esasperazione, generata mediante algoritmi personalizzati senza alcuna necessità di ritocchi manuali che dall’esterno si presenta come una massa cubica e al suo interno nasconde una geometria complessa di milioni di sfaccettature.

Una struttura architettonica che consiste in uno spazio abitabile sorprendente costituito da due metà che formano un volume aggregato unico. La decorazione elaborata della stanza e le geometrie intersecate rappresentano un cambiamento di paradigma nel campo della fabbricazione digitale. Ogni aspetto dell’oggetto è stato materializzato grazie a degli algoritmi progettati su misura. Ecco un’esplorazione dell’uso degli algoritmi per creare forme architettoniche, spinta al massimo che ha dato vita a modelli decisamente complessi quanto sorprendenti. Per curiosare: digital-grotesque.com

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