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A(r)tartide, arte e Iceberg ecco il Grand Tour di Kaspersky

Si è conclusa il 29 marzo la prima spedizione dell’ Antarctic Biennale, un viaggio creativo  e inedito che ha riunito artisti, ricercatori e tecnici di tutto il mondo per analizzare e creare un futuro culturale in Antartide. La spedizione, sotto il patrocinio dell’Unesco, è iniziata il 17 marzo 2017 da Ushuaia, la città più a sud del mondo. Iceberg bianchissimi, montagne ghiacciate, terre incontaminate e la fauna selvatica hanno fornito l’ispirazione agli artisti e li hanno aiutati a riflettere sul futuro dell’umanità e sul ruolo culturale dell’Antartide. La nave è stata la piattaforma scelta come ambiente di dialogo e convivenza per la creazione e l’elaborazione di idee. Sbarcati in diversi luoghi dell’Antartide, gli artisti hanno installato temporaneamente le loro opere d’arte e si sono esibiti in performance uniche. I temi che hanno ispirato i diversi lavori sono stati la mobilità, la proporzione dello spazio, la compatibilità ecologica e l’espressione artistica.

Da Alexander Ponomarev a Abdullah Al Saadi fino a Zhang Enli e Juliana Cerqueira Leita. Tra gli artisti anche l’italiana Lara Favetto ha preso parte alla spedizione con il progetto Atlante per l’Umanità, un archivio di campioni del suolo terrestre, insieme al Presidente e CEO di Kaspersky LabEugene Kaspersky, grande appassionato d’arte contemporanea. La mission di ”salvare il mondo”  ha ispirato anche l’artista e ingegnere argentino Joaquìn Fargas nel creare Glaciator, un robot con il compito di mantenere il mondo salvo dai virus con la protezione software di sicurezza di Kaspersky Lab.

Quest’avventura non si esaurisce qui, si tratta di una biennale ”in itinere” che ha l’obiettivo di costruire uno spazio per la cooperazione e la creazione. Un evento che ha contribuito al dialogo interculturale e multidisciplinare in una modalità di profondo impatto: le opere realizzate nel contesto antartico, realizzate ai confini dell’esperienza umana, viaggeranno nei prossimi mesi in tutto il globo, sprigionando la loro potenza dialettica. Obiettivo finale del progetto, infatti, è quello di portare queste opere nei principali musei del mondo. 

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