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La luce oltrepassa l’Etere nelle fotografie di Fabio Lo Re in mostra alla galleria Curva Pura

Da uno sguardo altro si può percepire ciò che va oltre il limite dell’atmosfera, l’etere, che si misura con la luce come materia pura, luce allusiva di sublimazioni quando si coniuga con l’arte. E la luce si rivela circondata dal buio nelle notti illuminate da una falce di luna. Con lo stesso fascino di una visione rarefatta. Sono notturne le fotografie di Fabio Lo Re presentate nella mostra Etere a Curva Pura. Sono il frutto di un lavoro intimista che crea un’emersione inconscia, e un’immersione sensitiva. Che gioca con ciò che si cela, che acuisce con ciò che si vede: svelamento/ occultazione. Nel tentativo di accostarsi lievemente alla figura nella sua, opposta, intensa drammaticità. In queste notti buie interiormente, Lo re prendeva questi oggettini, piccoli, di pochi centimetri, souvenir portati dai suoi genitori da lunghi viaggi, li illuminava con il led bianco, e lasciava l’otturatore aperto per tempi lunghissimi. Era il suo modo per ritornare alle origini e per affrontare quei demoni che lo possedevano. Era il suo modo per approfondire i sensi lasciando intravedere un lato oscuro. Ma cosa vediamo? Ci rende partecipi di piccoli particolari degli oggetti ritratti, che assumono una valenza di significato, che suggeriscono un’interpretazione calata in una realtà interiore. E che a vederli sembrano giganteschi, nel rapporto con un’esperienza visiva imponente. Le fotografie di Lo Re, viste da lontano possono sembrare olii, e possono sembrare opere di un rinnovato caravaggismo. L’illuminazione è laterale e sagome prendono vita restando ferme nel loro diktat di presenze della memoria, collettiva e personale. Sono ricordi del tempo che si arresterà, nel loro essere provenienti dall’interno che dialoga con l’esterno. Come in un flusso di coscienza surrealista, logico e illogico insieme, continuo, perpetuo, veemente ma anche labile, sottile, delicato. Come quando ci si ferma difronte alla scomparsa dell’esistenza, e non si può fare altrimenti che contemplarla nella perfezione di un significato che sicuramente ci deve essere. Etere è a cura di Francesca Orsi e Michela Becchis. In uno scambio con l’amico artista Nicola Rotiroti, Fabio Lo Re spiega: “Nico non hai capito! Di giorno non vedo l’ora che arrivi la notte, così chiudo gli occhi e riscopro tutto un mio alfabeto visivo.” Fino 9 aprile 2017 Curva Pura Info: www.curvapura.com

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