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Il Raccordo anulare diventa un museo a cielo aperto con Graart

Muri, storia e Roma sono un triangolo che non smette di regalare sorprese nella capitale. Dopo l’intervento di William Kentridge sul Lungotevere dedicato alla storia della città, ora ci pensa il progetto Graart curato da David ”Diavù” Vecchiato, il fondatore di MURo, Museo di Urban Art di Roma. Questa volta non è il centro di Roma a fare da sfondo all’intervento di 10 street artist internazionali ma l’anello che circonda la capitale: il Grande raccordo anulare. Lo scopo è però simile, raccogliere episodi salienti della storia romana e rappresentarli sui muri della stessa città. Gli autori degli interventi sono tutti nomi noti e vanno da Lucamaleonte fino al Colectivo Licuado, dieci nomi per altrettanti interventi. Un progetto che però non vuole fermarsi a questa prima tappa ma mira ad allargarsi e prendere altre superfici del Gra. «Le periferie – commenta Dario Franceschini che ha patrocinato con il ministero l’iniziativa – sono il luogo dove si stanno giocando tutte le sfide del futuro, dall’integrazione alla crescita demografica. Innesti di arte contemporanea come questo servono alla riqualificazione del territorio e a dare sfogo a nuovi talenti». Ogni murales è protetto dal tempo e dagli agenti atmosferisci da una speciale cera, mentre un Qr Code a lato degli interventi rimanda al sito che racconta l’ispirazione della storia romana scelta dall’artista. Info: www.graart.it

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