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The extended field

Se la color field painting dell’espressionismo astratto americano esaltava una certa sacralità del colore come materia vibrante e necessaria, ponendo in secondo piano la forza del segno, il lavoro di Mark Francis (Newtownards, County Down, Irlanda del Nord, 1962), in dialogo con le opere di Alexis Harding (Londra, 1973) fino al prossimo 25 marzo con alla galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea di Milano, riscopre il tratto, lo estende, fino a renderlo dilatato quanto la sovrapposizione di campiture di colore: in Francis c’è la volontà di raccontare le venature di una natura selvaggia, o magari di città estese, di galassie, di stelle, di agglomerati di atomi, il colore cerca il colore, estendendosi a macchia d’olio e trovando una coerenza precisa, ragionata, mai casuale, che ci ricorda le trame assestate di un tessuto ben definito, delineato quasi maniacalmente; analogamente, per Haring le campiture piatte di colore necessitano di essere sporcate, vestite e investite di nuova materia che si accumula, si raggrinzisce per assumere le forme talvolta iconiche che evocano immagini, come una stella magenta o dei tubetti di colore.

«La prima cosa che mi viene in mente quando guardo i reticoli è la metafora di “campo esteso”. E comincio a chiedermi qual è l’interesse che l’artista potrebbe avere in questo campo. Inizio supponendo che la metafora del campo rimandi a un tutto indiviso. Poi inizio a domandarmi se l’artista sia interessato a una dissoluzione o a una sommissione di sé nel tutto, o a qualche variazione del genere sul tema che potrebbe essere sociale, politica, filosofica» sostiene il critico Christopher Bucklow. La materia del colore è un campo esteso che si appropria della tela per intercettare uno spazio osservato o anche solo immaginato, dove astrarre segni e forme come linguaggio della molteplicità dell’Io visibile e non, materico o immateriale, che si sovrappone ora alla tela nuda, ora su alluminio o MDF, divenendo visione d’insieme più complessa della somma dei singoli elementi.
Fino al 25 marzo, info: www.lucatommasi.it 

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