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Il lato oscuro dell’Espressionismo astratto finanziato dalla Cia durante la guerra fredda

È un fatto poco noto nella storia dell’arte ma vero: il successo dell’Espressionismo astratto statunitense si deve (anche) alla Cia. L’intelligence americana infatti, subito dopo la seconda guerra mondiale e in piena guerra fredda ha deciso di finanziare e promuovere molte delle espressioni culturali del nuovo continente. Così dal jazz fino al cinema passando per l’arte, la Cia, sotto l’ufficio gestito dall’agente Tom Braden, elargiva denaro per portare a compimento progetti altrimenti difficilmente realizzabili.

Lo scopo anche se non immediatamente intuitivo è sicuramente ingegnoso: cercare di far vedere la superiorità e la vivacità della cultura statunitense rispetto alla ben più austera cultura sovietica. Se poi Jackson Pollock e compagni fossero veramente a conoscenza del progetto è impossibile saperlo ma difficile sarebbe credere che tutto fosse fatto con la consapevolezza degli artisti. Un esempio di come lavorava la Cia è l’esposizione itinerante The New American Painting. Nel 1958 la collettiva che raccoglieva i migliori artisti della nuova generazione americana poteva essere esposta alla Tate di Londra, istituzione interessata ad ospitare quello che allora era  forse il più grande movimento artistico mondiale. L’unico problema erano i soldi, mancavano i fondi per il trasporto delle opere e magicamente un miliardario, Julius Fleischmann, appassionato d’arte contemporanea decide di finanziare l’iniziativa, inutile dire che dietro a Fleischmann si nascondeva la Cia.

Dopo molte teorie sui finanziamenti dell’intelligence alla cultura americana le prime rivelazione avvengono a inizi anni Duemila quando un ex funzionario Donald Jameson rivela l’appoggio della Cia all’Espressionismo astratto. «Naturalmente gli artisti – spiega – non lo sapevano, non erano al corrente del nostro gioco. È da escludere che tipi come Rotkho o Pollock abbiano mai saputo di essere aiutati nell’ombra dalla Cia, che tuttavia ebbe un ruolo essenziale nel lancio e nella promozione delle loro opere. E nell’aumento vertiginoso dei loro guadagni».

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