Belpaese - Interventi

Arte, un driver per il cambiamento

Cosa si può fare per stimolare il cambiamento? A questa domanda hanno risposto i sei speaker ospiti di HITalk,l’evento nato per condividere pensieri ed esperienze sui grandi temi sociali. Giovedì 9 febbraio, negli spazi di Luiss Enlabs alla Stazione Termini di Roma, si è svolto l’evento arrivato alla sua XIII edizione, in cui 6 eccellenze italiane hanno racconto, ognuno nel tempo massimo di 12 minuti, la propria storia di cambiamento, inviando un messaggio positivo per aiutare chi ascolta a trarre spunti per costruire il proprio percorso. 

Margherita Marzotto, Presidente di smART – polo per l’arte è stata una dei sei speaker a parlare del suo cambiamento ,professionale e personale, e della spinta che l’ha portata a cofondare, quasi 4 anni fa,  un dinamico spazio d’arte contemporanea.

Vi proponiamo un estratto del suo intervento.

Quando la tua anima è pronta…lo sono anche le cose.(W.Shakespeare, Enrico V)

”Il bisogno di cambiare ha sempre accompagnato la mia vita. Ho capito che il mio principale interesse erano le persone e la loro condizione di vita e che dialogare con gli altri mi dava un piacere affettivo e rispondeva al mio bisogno di entrare in contatto col mondo intorno a me. La mia scelta è stata quindi di studiare psicologia e qualche anno dopo di raccogliere una sfida e occuparmi di quel tipo di sofferenza che più fa i conti col cambiamento. Nel 1980 sono venuta a lavorare a Roma col gruppo fondato da Franco Basaglia, Psichiatria Democratica, il cui impegno era rivolto a rendere possibile il cambiamento in un contesto assai problematico: quello degli ospedali psichiatrici, luoghi di alienazione e sopraffazione. Nel 1978 era entrata in vigore un’importante legge che prevedeva la chiusura degli ospedali psichiatrici e istituiva servizi per la cura dei pazienti nella comunità. Ho lavorato nelle istituzioni psichiatriche romane per 16 anni e in seguito come psicoterapeuta. Sono esperienze che mi hanno molto toccato e trasformato.

Successivamente in un periodo particolarmente difficile della mia vita, ho deciso di diminuire gradualmente il mio lavoro e in seguito di prendermi un periodo di pausa. La mia spinta ad essere più libera da impegni sempre impellenti si è in seguito manifestata con più chiarezza: avevo un grande bisogno di guadagnare tempo e nuove energie anche per guardarmi intorno e capire qualcosa di questo mondo che così rapidamente si andava trasformando. La decisione di occuparmi di arte contemporanea è nata alcuni anni fa, sulla spinta di questo bisogno di cambiare. E della curiosità di conoscere più da vicino un altro mondo, quello degli artisti, che si esprimono in modo così diverso dagli altri. Credo ci siano punti di contatto con la scelta precedente! Direi che il mio bisogno di dialogo è il punto d’incontro fra le mie esperienze.

L’arte ha a che fare con la comunicazione simbolica (come i sogni e il linguaggio) e si esprime come ricerca del nuovo, come denuncia, come bisogno di interfacciarsi col mondo e di sorprenderlo. E’ un caleidoscopio di punti di vista e di sentimenti. smART– polo per l’arte è scaturita dal dialogo fra tre donne, Stephanie Fazio e Giorgia Rissone, che si sono trovate in sintonia sul bisogno di fare qualcosa – nell’arte di oggi a Roma – che si fondasse in primo luogo sull’ incontro fra persone. E in parallelo sulla convinzione che sostenere il lavoro degli artisti abbia un valore nel mondo di oggi, come l’ha avuto nel mondo di ieri. L’idea portante che ha dato vita al progetto di smART è creare occasioni d’incontro e di dialogo con gli artisti e gli appassionati d’arte, coinvolgendo molti altri, anche coloro che si avvicinano solo incuriositi. E di nutrire e dare tempo e spazio a questa attrazione per l’arte con iniziative diverse, perché essa è per noi un forte valore.

La costruzione di un gruppo di lavoro molto armonico è stata una dei principali impegni affrontati ed è ora un nostro punto di forza: un gruppo di persone molto motivate e capaci di auto-disciplinarsi in rapporto ai compiti, agli obiettivi e alle necessità emergenti. Speriamo col nostro lavoro di contribuire ad avvicinare l’arte alla vita di tutti i giorni e alla formazione dei giovani”. 

 

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