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Tutte le curiosità sul colore che ossessionava Van Gogh, il giallo cromo

Il giallo cromo, a base di cromato di piombo, si può considerare una sorta di firma pittorica che caratterizza i dipinti di Van Gogh, come i Girasoli o La camera di Arles. Alcuni dicono che Van Gogh andasse così pazzo per il giallo da arrivare a mangiare il colore direttamente dai tubetti di vernice nella convinzione che così avrebbe portato la felicità dentro di lui. Si sa, Vincent non era una persona particolarmente equilibrata e pare che in parte le cause della sua instabilità fossero derivate da alcuni colori altamente tossici che utilizzava. Inoltre pochi sanno che Van Gogh era affetto da xantopsia, una distorsione della percezione che gli faceva vedere il mondo intorno più giallo della realtà e questo spiegherebbe l’ossessione per il colore che caratterizzava i suoi quadri.  Non solo, il pittore non era l’unico a utilizzare ossessivamente il giallo cromo. Molti altri artisti del tardo XIX secolo se ne servivano, come gli impressionisti Seraut, Pissarro, Manet e Reinoir, perché, grazie alla sua brillantezza, riuscivano a trasmettere meglio le emozioni e i sentimenti. Ma sapete che tutti i gialli come li vediamo adesso allora apparivano completamente diversi? Studi recenti hanno dimostrato che il tipo di tinta utilizzata è caratterizzata da una scarsa stabilità chimica e fotochimica che si manifesta nel tempo con un marcato imbrunimento del colore. Questo significa che giallo da loro utilizzato doveva essere molto più brillante quando fu steso sulla tela. Con il tempo, questo pigmento instabile è andato sbiadendo, e ha virato verso il marrone.

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