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Little Planet Pavilion, seconda parte del progetto dei Parasite 2.0 da Operativa

Little Planet Pavilion, titolo della collettiva ospitata da Operativa Arte contemporanea dal 9 dicembre all’11 febbraio a cura di Zoe De Luca, prende il suo nome da ‪Musica da un piccolo pianeta, documentario BBC del 1983 dedicato alla storia del disco lanciato nello spazio a bordo della sonda Voyager nel 1977. Il disco, contenente suoni e immagini, è stato concepito per chiunque lo trovi, altre forme di vita extraterrestre o per la specie umana del futuro. Proprio sulla scia di questa suggestione, la rassegna romana si inserisce all’interno dell’allestimento pensato per la galleria da Parasite 2.0 nella personale del collettivo The domestic promised land: the desert, the net and the bones, presentata a ottobre. Un’architettura che mette a confronto futuro e primitivismo, nell’ambito della quale vengono disseminate le opere della nuova collettiva, in cui si alternano le opere di artisti di diverse generazioni. La pratica di giovani artisti internazionali funge qui da anello di congiunzione tra le sperimentazioni avanguardistiche di artisti e designer radicali, le cui opere provengono dalla collezione privata del gallerista Carlo Pratis, e la ricerca contemporanea di Parasite 2.0. Una time capsule esplosa, che offre spunti di riflessione sulla natura, sulla specie umana e sul possibile futuro di entrambe. Tra i lavori in mostra, opere di Riccardo Benassi, Giovanni Delvecchio & Andrea Magnani, Joe Hamilton, Ugo La Pietra, Nicolás Lamas, Gino Marotta, Brenna Murphy, Rick Silva, Anna Solal, Ettore Sottsass, Superstudio. Inaugurazione 9 dicembre alle 19:00. Info: www.operativa-arte.com

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