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Premio Rometti 2016, vi presentiamo gli artisti che sono saliti sul podio

Si è concluso a Umbertide (PG) il premio Rometti 2016, il concorso artistico promosso dalla prestigiosa azienda manufatturiera umbra Rometti, celebre per le sue creazioni artistiche che si sposano con grande raffinatezza con l’utilizzo quotidiano. Venerdì scorso sono stati proclamati i vincitori della dura selezione che ha visto i giovani talenti cimentarsi, tra l’altro, con uno stage in azienda, nel corso del quale sono stati valutati non solo nella fase progettuale, ma anche in quella realizzativa. Il concorso è aperto agli studenti di belle arti e RUFA, la Rome University of Fine Arts, ha fatto l’ ”en plein”, aggiudicandosi il primo e il secondo posto. A vincere il primo premio è stata la studentessa di scultura Delfina Scarpa, con il progetto Calle; al secondo posto Beatrice Di Biagio e Natalia Koroneva, anch’esse studentesse Rufa, con Olè; mentre al terzo posto si è classificata la studentessa francese Sarah Belfer dell’ Ensad Parigi con Riflesso.

LE OPERE
Delfina Scarpa – RUFA, Roma
La calla, celebrata nella Bibbia, nella mitologia greca e romana, e divenuta in epoca vittoriana simbolo di raffinatezza e nobiltà, e icona di eleganza nel periodo Liberty, è l’azzeccatissimo tema iconografico scelto da Delfina Scarpa per la realizzazione di una sobria e raffinata lampada che fa “tendenza” nel valorizzare con la sua essenzialità gli ambienti che illumina. Le linee discrete, pulite e misurate di questa lampada/calla sono assolutamente trendy, la proporzione aurea è il principio compositivo che dalla natura passa all’oggetto d’uso. Nella geometria delle forme delle calle, che ricordano una spirale aurea, si riconosce l’essenza stessa di questo fiore/lampada, il cui nome kalós, rinvia all’idea stessa della bellezza. Giocando con la luce come entità formante, che esce fioca dal taglio laterale e più decisa dalla cavità superiore, l’autrice del progetto interpreta i forti contrasti evidenziati dalla lucidatura bianca e mette in risalto i contorni.

Beatrice Di Biagio, Natalia Koreneva – RUFA, Roma

II progetto di Beatrice di Biagio e Natalia Koreneva per il servizio di piatti Olé coniuga perfettamente uno degli aspetti dell’ultima frontiera del design: il food design. La presentazione del cibo è uno degli aspetti di questa nuova disciplina, che si occupa di inventare nuovi concept nel campo degli atti alimentari. La progettazione di portata è legata al design di tutti i prodotti utili a presentare il cibo; il progetto Olé crea una linea di piatti da portata partendo dall’analisi della forma, delle linee e del colore. II vano circolare per il cibo viene caratterizzato da una cornice ellissoidale, che crea un effetto asimmetrico: la sovrapposizione di piatti, caratterizzati da diversi effetti cromatici, rimanda all’immagine di un fiore. L’imitazione della natura dal punto di vista cromatico e formale caratterizza anche il food design, sia nella progettazione dì contenitori che nella preparazione del cibo. Possiamo immaginare che una tavola imbandita con questi piatti, e con cibi che imitino le forme vegetali e animali della natura, secondo gli ultimi dettami del food design, possa assomigliare a un giardino divertente e coloratissimo.

Sarah Belfer – ENSAD Parigi
II progetto di Sarah Belfer per una sorta di specchio, creato con una grande placca di ceramica nero-brillante, costituisce certamente la proposta più sperimentale e innovativa, nonché tecnicamente la più complessa. II concept presenta un oggetto di grande linearità e semplicità formale, una sorta di scultura concettuale da porre in un ambiente con funzione non pratica ma puramente estetica. Possiamo considerarla una sorta di portale verso un’altra dimensione, alla quale si accede tramite il riflesso nella materia nera lucida. L’altro-da-sé che abita questo spazio oscuro dà senso e dinamica all’oggetto, che rimane inerte fino a quando qualcuno non vi si riflette. Riflesso è un oggetto simbolico, materia al contempo densa e trasparente, che pur nella linearità geometrica di un semplice rettangolo poggiato a terra crea invisibili risonanze nello spazio circostante, di cui cattura le transienti immagini riflesse. Certamente siamo di fronte a un progetto che ha in sé la pregnanza significativa di un’opera d’arte, e che come tale può essere compreso da un pubblico raffinato e colto.

La mostra sarà visitabile fino al 20 novembre presso la Galleria Rometti, dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica dalle 15.30 alle 18.30.

 

 

 

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