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Le impronte digitali di Tindar fra Milano e Calais

Tindar l’avevamo lasciato come vincitore della prima edizione del Premio Arte c.c. Aniene, ottenuto dopo essere stato fra i finalisti del Talent Prize 2015. Ora ricomincia a far parlare di sé. Il giovane artista lavora a Calais, in Francia, dove ha raccolto le impronte digitali dei migranti che qui concludono il loro viaggio. Anzi, questa volta Tindar, insieme all’avvocato Pierre Farge, fa un’eccezione, e non si limita a raccogliere le impronte ma inverte il gioco e chiede ai migranti di prendere le impronte digitali degli abitanti del posto. Una montagna di materiale che entra a far parte del progetto Trace fondato da Tindar e Farge per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla più grande crisi migratoria dell’Europa dalla seconda guerra mondiale. Materiale che l’artista riutilizza a formare dei trittici, a volte delle sculture nell’intenzione, sembra, di voler dare tridimensionalità a quei segni unici al mondo, di voler dare un’immagine dell’identità. Le impronte digitali ritagliate poggiano su degli spilli a loro volta fissati contro una tela a formare dei flussi che riecheggiano il percorso degli stessi migranti. Identità e movimento sono temi che non possono passare inosservati e Tindar non fa eccezione. Il corriere della Sera gli dedica un articolo mentre si prepara per la sua mostra milanese a Palazzo Reale per il premio Cairo. In bocca al lupo. Info: www.thetraceproject.com

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