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Festival del cinema, sono 73

Inizia domani fino al 10 settembre, il festival del Cinema di Venezia, giunto quest’anno alla sua 73esima edizione. In gara sono solo tre i film a rappresentare il Belpaese: Giuseppe Piccioni con Questi giorni, Roan Johnson con Piuma e la coppia Massimo D’Anolfi e Martina Parenti con il documentario Spira Mirabilis. Nomi ricercati che vogliono rappresentare un cinema italiano fuori dai grandi circuiti cercando di proporre alternative alla comendia made in Italy che rimane campione d’incassi nonostante la qualità dei lavori non sia altissima. Così Alberto Barbera, direttore del festival, ha commentato la scelta del trio: «C’è la visione cosmologica di Spira Mirabilis, un film tra Spielberg e Malick, con grande potenza concettuale e splendore visivo, costato appena 120 mila euro, un film come quello di Piccioni che è il suo più riuscito, risolto, raffinato, molto contemporaneo e poi la commedia leggera, intelligente che tutti vorrebbero fare, ‘Piuma’, davvero una sorpresa, abituati alle commediole e commediacce usa e getta del recente cinema italiano». Ma gli italiani non sono solo in gara, nel festival, sono inserite altre proposte fuori concorso e fra tutte, la ciliegina dell’evento sembra proprio The Youngh Pope, la prima serie televisiva firmata dal premio Oscar Paolo Sorrentino

Le novità veneziane, invece per questa edizione, sono due. In scala più grande viene riproposto Cinema nel Giardino. La sezione, non competitiva che prevede una selezione di opere, anche di diverso genere e durata, che potranno essere precedute o accompagnate da incontri e approfondimenti con autori, interpreti e personalità del mondo dell’arte e della cultura. Sono ammessi alla selezione solo film presentati in prima mondiale alla Mostra. E seconda novità Venice Production Bridge dedicato alla presentazione e allo scambio di progetti inediti di film e work in progress, per favorire il loro sviluppo e la loro realizzazione e che consiste nel costruire una nuova occasione d’incontro, un ponte, appunto, che si rivolga a tutte le figure professionali della produzione cinematografica, utile proprio al completamento/realizzazione delle opere e alla loro distribuzione, configurandosi come struttura di promozione di nuovi progetti di film e di nuove produzioni e co-produzioni a livello internazionale.

Se la cena di gala è stata sospesa nel rispetto delle vittime per il recente terremoto, i film in gara offrono un grande spaccato delle migliori pellicole che nel prossimo autunno arriveranno nei cinema di tutto il mondo. Non possiamo non citare il nuovo lavoro di Wim Wenders, Les beaux jours d’Aranjuez, tutto ambientato in una terrazza vista Parigi e costruito su un serrato dialogo fra i due protagonisti; oppure Nocturnal animals firmato dallo stilista, per la seconda volta dietro al camera, Tom Ford; mentre la fine della prima guerra mondiale è raccontata da Francois Ozon con Frantz, il tempo, passato e futuro, e la materia, il macro e il micro mondo, sono trattati da Terrence Malick con il suo nuovo Voyage of time: life’s journey, Natalie Portman è invece la first lady di JFK che sopravvive al marito assassinato nel film realizzato da Pablo Larrain e intitolato Jackie. Torna anche Emir Kusturica con On the milky road, una favola moderna sulla vita di un lattaio con Monica Bellucci davanti l’obiettivo. Concludiamo con il documentario fuori concorso che raccoglie interviste realizzate al regista David Lynch che parla della sua vita, della sua arte e del suo cinema in David Lynch: The art life.

Info: www.labiennale.org/it/cinema

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