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Risolto il mistero del Banksy distrutto in Gran Bretagna

Le ragioni della scomparsa dell’opera di Banksy a Cheltenham in Gran Bretagna erano poco chiare fino a ieri, ora si sono chiarite. L’edificio nel quale risiedeva il murale era in fase di ritrutturazione e il ritrovamento di frammenti dell’opera fra i calcinacci nel cantiere della ditta che lavorava al restauro fanno scomparire ogni dubbio sull’artefice della scomparsa. Poco chiaro ancora, però, se ci sono o meno le possibilità di ricostruirlo con le parti distrutte. Oltre un milione di euro, tanto era il valore del lavoro. Era, appunto, perché ora non c’è più. Realizzato sul muro di una casa privata, The spy booth, questo il titolo dell’opera realizzata nel 2014 durante lo scandalo intercettazioni svelato da Edward Snowden. Rappresenta infatti tre personaggi con l’impermeabile scuro come spie degli anni Cinquanta intenti a spiare le conversazioni di una cabina telefonica reale con tanto di cuffie e microfoni. Il quartiere che ospitava il lavoro non è stato scelto casualmente dal misterioso writer ma è la sede dell’agenzia del governo per le comunicazioni inglesi la Gchq, coinvolta nello scandalo mondiale.

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