Ultimora

Kennedy e Marylin immortalati da Warhol. Ecco la mostra che racconta una fantastica storia

Amami di puro amore che per l’eternità t’amerò d’amore. Amalfi; mare; castello Arsenale. L’estate è in fiamme e un grande incontro ha luogo. John Fitzgerald Kennedy e Marylin Monroe visti da Andy Warhol. L’incontro sembrerebbe a due ma cosa resta della realtà senza lo sguardo di un artista? Che trasforma uno scatto in un’icona un neo in un’opera d’arte, un bacio di labbra al rosso rossetto nel poster più riprodotto al mondo? Cosa sarebbe ora un’attrice bella e fragile come un giglio, troppo bella per conoscere vecchiaia e troppo ingenua e femminina per non ricevere fine violenta, da cronaca, fino al sigillo ormai definitivo del mistero irrisolto?

Mistero fu anche il ritratto che trasformò, al pari d’un barattolo di pomodori pelati, Warhol in un altrettanto eterno mito, vate della modernità e padre disobbediente del costume del gusto e del consumo d’oggi. Attraverso 16 opere autografe Andy contempla quella grande donna del XX secolo, la spia nel suo scintillante amore con JKF e la Invidia a tal punto da rendere ancor più di valore il ritratto di lei che le tenere spoglie ritrovate quella mattina nella stanza da letto da una ignara quanto presente cameriera. ”Sono un tranquillante, agisco nell’ombra e ti aiuterò a scegliere un bel cappellino da lutto”. Marylin confidò le sue pene agli psicofarmaci e all’amico alcool. Marylin voleva restare bambina, nulla importava il mito anni 60 e il potere che la corteggiò fino a portarla dagli Studios di Hollywood alle più ovali stanze. Uno scatto di Marylin al vento fra le pieghe di seta ora vale oro, Marylin una lacrima caduta dal cielo dai mille volti, tenera mantide ingenua immortale. E lui, il più bello di tutti i potenti della storia, il più fresco giovane e limpido, beniamino democratico, l’uomo che cambiò il volto degli USA agli occhi del mondo. Gli sguardi di JFK non sfuggono all’artista Warhol. Che però gioca tutto se stesso in quei visi seriali della Monroe mille dimensioni colori e riproduzioni. Matrici perfette della Società dei Consumi e di quei Wonderful Sixties che mai più torneranno.

Ma non importa, J.F.K.M.M.A.W sarà sempre acronimo d’un’alleanza amorosa. Tra oggetto arte e sinergia misteriosa. Questa l’ispirazione della mostra amalfitana, che senza infingimenti punta dritta all’essenziale. Marylin e Andy Wharol amore fatale e amore puro. Eterno ritorno. La mostra è visibile fino al 25 settembre all’Antico Arsenale della Repubblica.
Info: www.associazionemetamorfosi.com

 

Commenti