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Analogie artistiche

L’origine del termine «analogia», come suggerisce la sua radice greca analoghìa (relazione), racchiude in sé un duplice significato: uno artistico di perfezione, armonia ed equilibrio, e uno scientifico-matematico, inteso come proporzione geometrica, come nel caso della similitudine di due triangoli i cui lati stiano in un rapporto prefissato. La stessa proporzione triangolare si ritrova senza fatica nella mostra dal titolo omonimo, Analoghìa appunto, che vede dialogare in perfetta simbiosi i lavori di tre artisti differenti tra loro: Matteo Fato, Luigi Massari e Luigi Presicce.

Il comune denominatore delle opere esposte, che comprendono pitture, sculture e installazioni, alcune delle quali con un’attitudine site-specific, si svela chiaramente nel rapporto tra opera e spazio, presso la grande sala d’Enghien del primo piano del Castello Carlo V di Lecce, ma soprattutto nella ricerca artistica dei tre protagonisti: a legarli è proprio l’analogia dei loro approcci che, seppur differenti, intendono abbracciare la rappresentazione di simbologie e analogie, di un’arte corale: così l’opera diviene al contempo simbolo e allegoria. L’esposizione, a cura di Lorenzo Madaro e promossa da Galleria Bianconi di Milano, è un progetto ospitato da RTI Theutra, Oasimed e Novamusa di Lecce e visitabile fino al 18 settembre.

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