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Follonica cambia faccia

Sotto il cielo della Maremma, in provincia di Grosseto, la città di Follonica ha dovuto per anni la sua fama a un passato di intensa attività siderurgica, grazie all’ormai ex complesso dell’Ilva. Oggi invece, la città si presenta come una realtà dotata di grandi possibilità proprio in virtù di quel complesso industriale; da lì prende vita il progetto Officina delle Idee Follonica, curato da Karin Gavassa in collaborazione con le principali Politiche Culturali della città e istituzioni come la stessa Regione Toscana.

Il progetto si articola ambizioso, partendo dal cuore concettuale di un ”officina” quale luogo pulsante di creazione e aggregazione, per poi aprirsi alla dimensione cittadina, snodandosi attraverso una dimensione artistica più alternativa che vede come protagonisti la Pinacoteca Civica e il Museo Magma con l’esposizione Heart – Shaped Box, lasciando poi spazio a quella teatrale, musicale e culturale con I Dialoghi di Officina delle Idee, una serie di incontri e di interventi per mostrare e spiegare la rigenerazione urbana, artistica e culturale in atto non solo all’interno di Follonica ma su tutto il territorio.

Questi incontri si aprono con una visita al complesso degli spazi dell’Ex Ilva, di cui alcuni sono stati già recuperati (come il Museo Magma o il Teatro Fonderia Leopolda) mentre altri sono ancora in fase di ristrutturazione, per decidere verso cosa destinarli. La curatrice spiega la natura dinamica di  Heart – Shaped Box, non un’esposizione ma un percorso attraverso luoghi diversi: «Più che a una mostra, si è pensato a un percorso dal centro, più turistico e di fronte al mare, verso l’area appunto dell’ex Ilva. Un cammino quindi di rigenerazione creativa attraverso i diversi linguaggi del contemporaneo». La dimensione artistica prende vita grazie al lavoro sincronico di due artisti celebri per il loro talento nel dialogare con lo spazio pubblico: Matteo ”Ufocinque” Capobianco e Opiemme. Gavassa spiega che con i due artisti la collaborazione era nata già da qualche anno «con una mostra diffusa all’interno del Parco delle Colline Metallifere».

Capobianco è attivo sul panorama della street art con interventi su spazi in disuso e con installazioni site-specific, mentre Opiemme agisce con l’ausilio della parola poetica e della scrittura ma entrambi hanno saputo trovare la loro dimensione all’interno del progetto. Nella Pinacoteca viene esposta Foresta Urbana, l’installazione di Ufocinque, un bosco etereo ritagliato nella carta bianca che trasforma la sala in un sorta di tempio silenzioso; sempre nello stesso edificio, Opiemme espone una serie di opere cartacee riunite sotto il titolo Vortex, pensieri sulle stelle per proseguire all’interno dell’ex Complesso Ilva, dove decora con la scritta Magma, la facciata dell’omonimo museo. Un’installazione che non richiama solo al nome, ma a tutta la dimensione industriale presente un tempo in quei luoghi.

La catarsi visiva del percorso raggiunge il culmine con un ulteriore intervento di Opiemme su un muro, il cui titolo (Heart –Shaped Box, per l’appunto) riprende una traccia dell’album In Utero dei Nirvana, rendendo omaggio all’estro verbale di Kurt Cobain. Riguardo all’interazione del pubblico, ancora una citazione della curatrice: «Officina delle Idee segna il passaggio da Officina della Ghisa a una proposta culturale che va dal teatro, all’arte contemporanea, al jazz, alla danza con figure di eccellenza in ogni settore». Un programma generoso destinato a mantenersi inossidabile nel tempo.

Fino al 2 ottobre, Follonica, varie sedi; info: www.facebook.com/officinadelleideefollonica

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