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Foto truccata di Steve Mccurry e lui licenzia il collaboratore

Alla Reggia di Venaria a Torino c’è una grande mostra dedicata al fotoreporter Steve Mccurry. L’esposizione che sta riscuotendo un enorme successo è stata lo spunto per ritirare fuori di nuovo l’antica questione sulla veridicità o meno di un’immagine fotografica e sulla possibilità o meno di intervenire con dei ritocchi sul lavoro. Il 23 aprile, infatti, un fotografo professionista, Paolo Viglione, ha pubblicato sul suo sito un intervento nel quale riferiva di aver trovato un’incongruenza in una fotografia in mostra. Lo scatto che ha suscitato l’attenzione di Vigione per dei colori particolarmente ”spalmati”, come dice lui, è stato realizzato all’Havana nel 2014. Sullo sfondo la fotografia presenta un palazzo centrale e davanti alla costruzione camminano delle persone.

A uno di questi passanti però una gamba si trasforma in un palo giallo. Viglione prova subito a dare una giustificazione dell’azione: ”Guardate che fortuna, sono tutte in buona posizione. Piccolissime, non si vedono quasi nella foto (e secondo me McCurry non le vedeva nel mirino) però son piazzate bene. Metti che invece la 4 da sinistra, l’ultima, stesse camminando un po’ più avanti e fosse davanti/dietro a quel palo giallo con sopra lo STOP… mai fare uscire un palo dalla testa di un soggetto, no? Come si fa? Facile: col timbro clone si clona la persona un po’ indietro, poi si ricostruisce il palo giallo. A quel punto, però, bisogna ricordarsi di tornare sulla persona ed eliminare eventuali sbavature, ad esempio un pezzo del palo che gli esce dalla gamba, e magari ricostruire quel che mancava e che ora si dovrebbe vedere non essendoci più il palo, per esempio un piede”.

Il post ha cominciato a riscuotere un certo numero di visualizzazioni e di commenti tanto da arrivare, ovviamente, fino alle orecchie di Mccurry che appena saputo il misfatto ha licenziato il suo giovane assistente e chiesto alla mostra di togliere la foto in mostra. La reggia invece ha preferito lasciare la fotografia in esposizione, la curatrice della mostra Biba Giacchetti ha infatti detto: «Trovo ingiusto che questo errore si trasformi in un pretesto per far passare in secondo piano un allestimento che sta riscuotendo successo».

E poi le scuse di Mccurry, rilasciate al giornalista Paolo Mastrolilli sulla Stampa: «La verità? Non ne ho la minima idea. È stata l’iniziativa di una persona, che come sapete non lavora più a quel progetto. E continua: «Sono stato in viaggio, praticamente senza interruzione, da gennaio, e quindi non ho avuto un momento per fermarmi. Non sono stato a Torino per partecipare all’allestimento di quella mostra. Non ho davvero idea di cosa sia successo, mentre la stavano preparando». Per poi concludere con una brutta notizia per tutti i suoi fan: «La lezione imparata da questa disavventura è che probabilmente dovrò concentrarmi sulle cose da fare più vicino a casa, quelle che posso controllare meglio».

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