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Roversi Monaco risponde alle accuse di Blu: «Abbiamo salvato le opere dalla distruzione»

Continuano le discussioni legate alla mostra Street Art, Banksy & co. organizzata da Genus Bononiae. Ma questa volta è il presidente Fabio Roversi Monaco a dire la sua durante la preview stampa della mostra a Palazzo Pepoli, rispondendo alle perplessità sulla fine che faranno i murales una volta staccati dalle pareti. «Andranno nel capannone messo a disposizione da Italian graffiti – spiega – e lì conservate e tutelate finché saranno donate al Comune di Bologna». Ma approfitta dell’occasione per precisare anche una serie di punti sulle accuse mosse da Blu di aver mercificato le opere pubbliche di street art: «qui nessuno ha guadagnato una lira, decine di persone hanno lavorato gratuitamente. Le opere erano in uno spazio che andrà distrutto, quindi le abbiamo salvate. E se abbiamo fatto una fesseria, pazienza». Roversi ha sciolto anche un dubbio che in molti si sono posti nei giorni passati sui permessi richiesti per avviare l’operazione: «l’artista dovrebbe sapere perfettamente che quando l’opera è fatta in una proprietà privata, il proprietario della struttura è consapevole che nel suo muro ha un’opera e noi a abbiamo chiesto il permesso ai proprietari». Forse queste affermazioni non basteranno a placare i toni del dibattito anche perché, nel frattempo, l’esposizione continua indisturbata. In tutto 300 i pezzi che percorrono l’evoluzione della street art dai tag alle espressioni più figurative con tanti nomi internazionali, da Os Gemeos a Space Invader, da Blu a Banksy.

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