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Relais Rione Ponte

Lasciare che l’arte si appropri di nuovi e inediti contesti espositivi è un metodo e uno strumento di promozione e di coinvolgimento culturale per accrescere un bacino di utenza eterogeneo e che forse difficilmente varcherebbe le soglie di un museo o di un’istituzione monumentale. Da diversi anni anche le strutture alberghiere hanno preso in considerazione l’idea di convertire in gallerie d’arte, i luoghi di accoglienza per i visitatori che da tutto il mondo prediligono spazi ricettivi aperti a esperienze artistiche contemporanee. A Roma, nel cuore del centro storico, vicino piazza Navona, il Relais Rione Ponte, grazie alla cura gestionale di Laura Barrientos Langlois e di Silvia Natoli, ha aperto le sue stanze a opere d’arte contemporanea che arricchiscono un contesto suggestivo e attento alle esigenze di una clientela cosmopolita. Grazie alla collaborazione con lo Studio Pivot, Relais Rione Ponte offre una programmazione annuale di mostre ed esposizioni, fino al 12 marzo sarà presente negli spazi dell’albergo la collettiva intitolata Accenni/Allusions, dove 11 artisti si sono confrontati con un luogo anticonvenzionale e del tutto fuori da canoni museali. Per presentare il progetto abbiamo colto l’occasione di intervistare Laura Barrientos Langlois e Silvia Natoli che hanno descritto l’anima del Relais Rione Ponte e la loro personale scelta di offrire ad artisti e curatori una vetrina fuori dai classici schemi espositivi, che però possiede in sé i caratteri di un ambiente raffinato e speciale.
L’arte contemporanea trova i suoi contesti ideali di esposizione anche in luoghi non convenzionali ma lontani dalle istituzioni museali o dalle gallerie private, in questo senso proprio il settore alberghiero cerca nell’arte non solo un mero ruolo decorativo ma anzi promuove giovani artisti e dedica alle opere un posto d’eccellenza. Come è nata l’idea di donare al Relais Rione Ponte la veste di una galleria d’arte?

«Innanzitutto dall’amore per l’arte; poi dalla voglia di rendere più particolare e attrattivo il soggiorno in una città che, dal punto di vista artistico-culturale, offre già un immenso patrimonio visibile sia all’aria aperta – nell’esplorazione di strade, piazze, monumenti, scavi archeologici, ville – che dentro le mura dei suoi palazzi, chiese, musei, gallerie. Quale miglior soluzione che offrire oltre a un contesto di quartiere unico, una galleria d’arte anche all’interno delle mura della nostra guest house? Soluzione questa che consente un ottimo connubio di conoscenze antiche, classiche e d’attualità: l’arte è di tutti i tempi e non ha tempo. L’arte stimola emozioni e conoscenza, l’occasione fa nascere nuove conoscenze».
Soggiornare nel vostro albergo, grazie alle esposizioni che organizzate, diviene dunque un’esperienza culturale a 360 gradi che coinvolge gli ospiti come interlocutori di un’inedita proposta artistica donando alla struttura una fruizione differente. Quali sono state le reazioni che avete ricevuto dalla vostra clientela? «Interesse, stupore, gradimento, alcuni commenti verbali quali: ”è come essere a casa”, ”è come trovare la casa dei propri desideri, il soggiorno fra le mura è piacevolmente stimolante come visitare Roma”».
Fino al 12 marzo sarà possibile ammirare le opere della collettiva intitolata Accenni/Allusions, undici artisti, undici matrici espressive diverse, ognuno dei quali ha contribuito a rendere le camere del relais uniche ed eccezionali. Questo progetto nasce dalla sinergia di diverse collaborazioni, tra cui si annovera la curatela dello Studio Pivot, qual è stato nella fase progettuale il vostro personale contributo?
«Coniugare arredi, accoglienza, colori, profumi con le singole opere d’arte. Ogni opera esprime la propria personalità e ogni ambiente ne viene personalizzato. Le sinergie creano sempre valore aggiunto e abbiamo ritenuto interessante dare fiducia a un gruppo così fresco e innovativo, capace di inserire qualcosa di nuovo e ben realizzato allo stesso tempo».
Negli ultimi mesi la Federalberghi ha accolto con favore la proposta di Culturalia di esporre nelle strutture alberghiere le oltre 34 mila opere che i musei del nostro territorio custodiscono nei magazzini e nei depositi, cosa pensate in merito a questa proposta, può un luogo dedito all’ospitalità divenire effettivamente anche un contenitore privilegiato di fruizione culturale?
«Senz’altro, anche se prevede un maggiore e differente impegno di gestione. Occorre però, in questo ultimo caso, una stretta collaborazione organizzativa, espositiva e di protezione da parte delle strutture museali competenti».
Quali nuovi progetti artistici avete in serbo per il prossimo anno?
«Variare la proposta all’interno del Relais e continuare la collaborazione con Studio Pivot, ospitando di volta in volta contenuti sempre differenti che, oltre a coniugarsi al meglio con il contesto della guest house, diano l’opportunità alla realizzazione di progetti che coinvolgano una serie di artisti e un pubblico sempre più ampio».

Fino al 12 marzo, Relais Rione Ponte, via G. Zanardelli 20, Roma; info: www.relaisrioneponte.com

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