Due punti e a capo - Interventi

Investire nell’arte, il sogno e la concretezza di Deloitte

“Sognare insieme un mondo migliore. Trasformarlo in proposito. Realizzarlo.” Non sempre le promesse pubblicitarie si trasformano in realtà. Nel caso della Deloitte però gli obiettivi dichiarati dalla propria Fondazione in un flyer di presentazione sembrano trovare reale applicazione. Almeno nella parte che mi compete, vale a dire l’art advisory. La ricerca annuale “Art & Finance Report”, il saggio di Alessia Zorloni “Art Wealth Management”, i servizi della unit “Family Business” guidata da Ernesto Lanzillo e quelli della unit “Art & Finance” diretta da Barbara Tagliaferri. Tutte queste attività dimostrano che l’impegno di Deloitte, in un settore allo stesso tempo complesso e strategico, è duraturo, articolato, di qualità. E le buone notizie a mio giudizio non finiscono qui. Deloitte indica al mercato un percorso, innalzando il benchmark. Dimostra che il segmento dell’arte è profittevole, strategico, appassionante. Ed è di questo che c’è bisogno.

L’arte è da sempre portatrice e sinonimo di ricchezza, ma anche emblema del potere. Sovrani, regnanti e dignitari di ogni epoca si sono circondati dei migliori simboli di opulenza e beltà, utilizzandoli per ribadire “urbi et orbi” la propria superiorità. Il cambiamento vero maturato nella contemporaneità risiede nell’accesso. L’arte rimane un asset per le elìte. Ma la base degli “happy few” si è allargata enormemente consentendo sempre a più persone di accedere a questo mondo. Le leve che hanno consentito questo allargamento della base di fruizione sono due: il prezzo e la conoscenza. Numeri crescenti di investitori si avvicinano sempre di più al mondo dell’arte perché ne comprendono meglio i valori e le dinamiche e perché i costi sono alla portata anche di un professionista di fascia medioalta. Un ruolo decisivo lo gioca poi la conoscenza. Come per tutta l’alta finanza, il “knowledge” è fondamentale per capire, comprare e vendere arte contemporanea. Una conoscenza artistica dei protagonisti e dei generi del mercato nel suo complesso, ma soprattutto una conoscenza dei valori, degli aspetti legali, amministrativi e fiscali. Ecco perché Deloitte fa bene. Sommando alle conoscenze tipiche della grande società di consulenza quelle specifiche del settore crea valore per i propri clienti e per se stessa e allo stesso tempo diventa un paradigma per tutti i soggetti impegnati in questo mercato. Ora io non so dire se proprio questo era il loro sogno. Ma certo stanno realizzando qualcosa di significativo. Info: www2.deloitte.com/it/it.html

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