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Dracula, la graphic novel

«Un edonista che ha un lungo passato alle spalle e ancor più lungo futuro davanti ma che, nonostante questo, vive solo nel momento presente». Così Roberto Recchioni nel testo introduttivo del volume a fumetti in bianco e nero Dracula di Bram Stoker, con adattamento di Michele Monteleone (sceneggiatura) e Fabrizio des Dorides (disegni). Edito da Star comics, il libro (112 pagine, 15 euro) ha come epicentro una delle figure più usate (o abusate?) nell’immaginario collettivo che «tracimando da un linguaggio all’altro – evidenzia Recchioni, che nell’ambito della collana ”I maestri dell’orrore” cura anche i volumi Frankenstein, Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde, Alle montagne della follia – passa dalla carta stampata al teatro al cinema, dal gioco da tavola a quello di ruolo, dal fumetto al videogioco, dalle arti figurative alla musica». In questo caso, occorre precisarlo, stiamo parlando di un fumetto davvero godibile, sia per i molti appassionati – il romanzo che Stoker ha scritto nel 1897, spirato alla figura di Vlad III principe di Valacchia, è ritenuto uno dei capisaldi della letteratura horror e la pietra fondante su cui è stato edificato il mito del vampiro – sia per chi, ma sono davvero pochi, non conosce questo predatore della notte. La storia prende il via con l’arrivo, in Transilvania, del procuratore legale Jonathan Harker. Motivo del viaggio: incontrare il conte Dracula. Da subito, però, il giovane si trova avvolto in un’atmosfera tetra e misteriosa («mi chiedo chi sia, o cosa sia, la creatura che mi ospita. Sono in preda alla paura, una paura schiacciante. Per me non sembra esserci scampo alcuno»).
Prigioniero nel castello del conte, Harker si ritrova a fare la parte del topo in un gioco crudele che Dracula mette in atto; l’uomo anziano, avvolto in abiti neri e con un insano odio per gli specchi e il sole, si rivela essere un nosferatu, ovvero un vampiro assetato di sangue umano. Ed è proprio Harker che consegna a questo mostro privo di anima e pietas le informazioni e i contatti necessari per raggiungere la popolosa e vitale Inghilterra, la terra in cui inizierà la caccia al conte Dracula. «Il suo unico scopo è trovare la fonte del piacere personale e berne fino a prosciugarla. E poi di nuovo. E di nuovo. In una lunga notte infinta», scrive ancora Recchioni, secondo cui «Dracula è il referente, il significante e il significato stesso. Ha senso in quanto tale e non ha bisogno di null’altro per essere». Una lettura consigliata, dunque, da accompagnare alla visione di pellicole come Nosferatu (1922) di Friedrich Wilhelm Murnau e Dracula (1992) di Francis Ford Coppola, senza dimenticare le interpretazioni di Bela Lugosi e Christopher Lee.

Info: www.starcomics.com

 

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