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Farnesina porte aperte

 Le istituzioni siamo noi, grazie all’iniziativa Farnesina porte aperte anche i bambini lo hanno compreso fino in fondo prendendo parte con entusiasmo all’appuntamento Incontro con l’artista, svoltosi il 16 dicembre alle 11:30, durante il quale il grande esponente dell’Arte povera Michelangelo Pistoletto ha dialogato con i più giovani per illustrare la prestigiosa collezione di opere d’arte del Novecento custodite nel Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale. Si è trattato di un momento di scambio umano e culturale molto intenso e coinvolgente per la generazione dei più piccoli, ossia coloro che son le promesse di futuro della nostra nazione. Il grande artista ha esposto infatti per gli studenti la guida della Collezione Farnesina, oggi giustamente valorizzata dal progetto Arte contemporanea in gioco, inaugurato alla presenza del Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. «Da quando l’edificio della Farnesina è sede del Ministero degli Affari Esteri, si è posta l’esigenza di caratterizzare gli spazi con opere e arredi che rappresentassero la migliore creatività del nostro Paese – ha dichiarato il Segretario Generale della Farnesina Michele Valensise – e già negli Anni Sessanta si procedette all’acquisizione di un importante nucleo di opere d’arte. Fu quindi naturale la scelta di istituire nel 2001 una collezione di arte contemporanea presso il nostro Ministero, basata sul prestito delle opere». Grazie all’iniziativa Farnesina porte aperte tutti i cittadini possono quindi ammirare un inventario straordinario di opere d’arte estremamente significative delle poetiche contemporanee, distribuite nei prestigiosi spazi del Palazzo della Farnesina, grazie alla curatela di un Comitato scientifico d’eccellenza. Si tratta di un corpus di circa quattrocento opere di oltre duecentocinquanta artisti, acquisite grazie al comodato d’uso gratuito oppure create espressamente a seguito di concorsi istituti dal Ministero.

‏Il nuovo allestimento è stato illuminato da tre criteri fondamentali: ossequiare un ponderato aggiornamento delle creazioni artistiche in questione; rispettare l’obiettivo di una relazione armonica tra le opere esposte e gli spazi del Palazzo del Ministero degli Esteri; ottimizzare la godibilitá dei capolavori esposti, perseguendo il massimo confort visivo e un esaustivo apparato esplicativo. Il pubblico, nel corso di una visita gratuita, può quindi toccare con mano, nelle date prestabilite, quanto sia cruciale l’apporto dell’arte per testimoniare l’identità di un popolo e rappresentarla nel consesso internazionale. Le opere della Collezione Farnesina contribuiscono infatti spesso a promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, anche grazie a mostre itineranti e pubblicazioni scientifiche. «Valorizzare la nostra contemporaneità partendo dal passato – questo è l’obiettivo primario del Ministro degli Affari Esteri Gentiloni – per costruire un futuro adeguato alla storia culturale del nostro paese e all’altezza delle cruciali sfide con le quali ci confrontiamo nel contesto internazionale». Ognuno di noi può quindi avere accesso al prestigioso Palazzo del Ministero degli Esteri e ammirare il percorso espositivo che si snoda dall’Atrio d’ingresso, impreziosito dal mosaico di Ascanio Renda, per poi attraversare i più di sei chilometri di solenni corridoi allestiti come fossero gallerie d’arte, ammirando l’Atrio d’onore con le opere di Michelangelo Pistoletto, Emilio Vedova o Sandro Chia, fino ad inebriarsi nel Salone d’Onore con le composizioni di Alberto Burri o Leoncillo, per poi soffermarsi nella Sala dei Mosaici di Toti Scialoja o Luigi Montanarini con un lavoro di Giò Pomodoro, oppure inoltrarsi nella Sala dei Mappamondi che conserva sculture di Arturo Martini e Marino Marini. In aggiunta si potranno ammirare i progetti dell’architetto Enrico Del Debbio che ideò il Palazzo della Farnesina alla fine degli Anni Trenta, destinato originariamente come Palazzo del Littorio. Nella ferrea convinzione che conoscere la storia di uno spazio architettonico significa sempre riconoscere e abbracciare il valore dei suoi fini ultimi, senza tempo.

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