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Bettie Page, un’icona della fotografia erotica

Fino al 29 settembre la galleria Ono Arte Contemporanea di Bologna espone il progetto dal grande significato iconografico dal titolo Bettie Page: The Original Pin Up, mostra che ripercorre la carriera di Bettie Page, definita Queen of Pin ups, modella che negli anni Cinquanta rivoluzionò̀ la fotografia erotica diventando icona di un’intera epoca e simbolo di uno stile ben definito. La sua storia inizia da lontano ed è perfettamente rivissuta attraverso gli scatti in mostra a Bologna.

Bettie Mea Page nasce nel 1933 a Nashville e sembra condurre la classica vita della ragazza della porta accanto, con una laurea in arte e un matrimonio con il fidanzatino del liceo. Nel 1949 però, a seguito del divorzio, Page si trasferisce a New York e comincia una carriera da segretaria. L’anno successivo, mentre cammina sulla spiaggia di Coney Island viene notata da Jerry Tibbs, avido fotografo nonché agente di polizia. Tibbs le dà il suo biglietto da visita e le suggerisce di tentare una carriera da modella nel settore delle Pin ups, offrendosi di realizzare il suo primo book fotografico. Prima d’iniziare a scattare Tibbs le suggerisce anche di cambiare il suo taglio di capelli, introducendo quella frangetta che diventerà poi un tratto distintivo del suo stile. Page inizia così a lavorare per quelli che erano definiti Camera Club, salotti fotografici il cui scopo doveva essere quello di promuovere la fotografia artistica di nudo, ma che in realtà non erano altro che coperture per quella che era vera e propria fotografie erotica. Nel 1951, grazie alla sua disinibizione, Bettie Page aveva ottenuto una certa fama nell’ambiente, lavorando con fotografi come Cass Carr e uscendo su riviste come Wink, Titter, Eyefull e Beauty Parade. La sua fama continua così a crescere e nel 1954 realizzerà quello che forse è considerato come il suo servizio più famoso, Jungle Bettie, in cui posa all’interno di uno zoo safari assieme a diversi animali esotici, per poi diventare, nel 1955, Coniglietta del Mese di gennaio per la rivista Playboy, che le dedicherà il paginone centrale e la consacrerà al grande pubblico.

Le immagini in mostra raccontano la storia di una donna che è stata non solo simbolo della sua epoca, ma anche la più celebre Pin Up della storia. Ma la storia di Bettie Page è molto più complessa di quello che si possa immaginare; le scelte così singolari – specialmente per gli anni Cinquanta – hanno da sempre dimostrato la sua indipendenza, oltre che la sua capacità di controllo sulla propria carriera, il proprio corpo, così come la propria vita. Bettie Page dunque è da considerarsi come una performer e una artista dotata di rara bellezza e oltre che di grande consapevolezza, che con il suo atteggiamento ha contribuito a cambiare la percezione e il trattamento delle donne all’interno dell’industria dell’intrattenimento. Il cuore della collezione di Michael Fornitz è composto dal materiale personale della Page donato ad un amico alla sua morte. Queste immagini, per lo più inedite, mostrano una giovane Page a suo agio di fronte alla camera – anche prima di iniziare a posare professionalmente – attenta e alla ricerca di pose classiche, oltre che di dettagli più personali che di fatto la resero molto più che una semplice Pin Up, una ragazza da poster, ma vera e propria modella e icona di un’epoca.

Info: www.onoarte.com

 

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