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Anything to say?, il progetto di Davide Dormino, viene presentato in Germania

Tre figure in piedi su tre sedie; accanto a loro una sedia vuota, perché solo con la partecipazione attiva dello spettatore, l’opera potrà completarsi, assumere un senso, divenire strumento di comunicazione. Anything to say? A public Art Project for Freedom (qui un approfondimento) è il progetto nato dall’incontro nel luglio del 2013 tra l’artista Davide Dormino docente di scultura all’Accademia Rufa e il giornalista americano Charles Glass, che da sempre si impegna pubblicamente a favore della libertà di stampa. L’opera pubblica venerdì primo maggio sarà rappresentata dall’artista nel cuore di Berlino, ad Alexanderplatz, a mezzogiorno. Si tratta di un tributo al coraggio, alla libertà di parola e di pensiero. Il gruppo scultoreo in bronzo raffigura in dimensioni reali Julian Assange, Chelsea Manning, Edward Snowden, tre paladini della libertà d’informazione: uomini controversi, discussi che per scelta, nel segno della libertà, che hanno sfidato il potere pagandone le pesanti conseguenze. Tutti potranno salire sulla sedia. Tutti, forse, lo dovrebbero fare. Fosse anche per dissentire.

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