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Ecco chi è Rubens

Si scrive Antwerpen, si legge meraviglia. È Anversa, culla artistica e intellettuale delle Fiandre. Dove la cultura, l’eleganza, il garbo e lo stile vivono in perfetto equilibrio con le avanguardie, le tendenze e le diversità, oggi proprio come nel primo Seicento, periodo della sua massima espansione economica e culturale. E per conoscerla a fondo non c’è guida turistica migliore che una panoramica appassionata sulle opere di Peter Paul Rubens, l’artista che ne ha segnato profondamente il volto, che l’ha amata e vissuta, che ne ha portato l’eredità in tutti i suoi viaggi e in molti suoi lavori. Un’empatia molto suggestiva, quasi mistica, traducibile nel sillogismo Anversa è Rubens e Rubens è il mondo. Questo contribuisce a fare di entrambi un’icona di modernità e un simbolo di universalità.
I fiamminghi lo hanno capito, lo apprezzano e per questo continuano a coccolarsi il proprio artista organizzando alcuni irrinunciabili eventi, come la mostra Rubens privé, al via oggi e visibile fino al 28 giugno, in cui per la prima volta dal Seicento sono esposte tutte insieme le opere private dell’ artista, quelle familiari, quelle nate e concepite non per essere vendute, ma per rappresentare un bagaglio di emozioni intime e personali.

Una mostra che non poteva che essere organizzata nella Rubens Huis, la sua casa. Il corpus del progetto, curato da Ben Van Beneden, è composto da circa quaranta lavori il cui leit motiv è il ritratto: sia autoritratti che profili di familiari. Ne emerge uno spaccato di storia privata dell’artista, utile a tracciare un ulteriore, e forse ancora più profondo, ritratto del genio fiammingo, quello umano. Ambizioso, talentuoso, razionale, timido, parsimonioso (a detta di alcuni un vero e proprio ”tirchio”, tanto da dipingere i quadri più grandi su pannelli piccoli, assemblati in modo da formarne uno di grandi dimensioni… troppo ”costoso” acquistarne uno intero), tenero e affettuoso. Tutto questo era Peter Paul Rubens.

La maniacale ricerca del dettaglio, poi, il suo essere prodigo nei particolari, la raffinatezza dei costumi, il virtuosismo e la simbologia, infine, descrivono il carattere di un cittadino figlio di Anversa, della sua ricchezza morale ed economica nonché della sua apertura culturale.

In molti si chiedono: cosa sarebbe stato se Rubens non fosse stato di Anversa? Sicuramente questa splendida perla delle Fiandre avrebbe perso il suo appuntamento col Barocco e non avrebbe potuto godere, ad esempio, della sensualità e del sublime erotismo del ritratto di Helena Fourment, seconda moglie di Rubens: un capolavoro assoluto, di evidente richiamo classico, in cui il corpo della donna appare seminudo, coperto quasi casualmente da una semplice pelliccia. E non avrebbe potuto conoscere la delicatezza dell’artista nel dipingere i ritratti dei figli Clara Serena, Albert e Nicolas, così ricchi di tenerezza ed evidente amore paterno. È, infine, non avrebbe potuto apprezzare la vivacità e l’autorevolezza dei quadri dove il soggetto è Isabella Brant, prima moglie di Rubens, vera e propria musa per l’artista. Tutti questi quadri, insieme a molti altri, sono stati raccolti in giro per i più grandi musei del mondo e portati nel contesto originario, quello in cui sono stati concepiti, per dare vita a un’occasione imperdibile per i veri appassionati d’arte: quella di conoscere il Rubens privato tra le sue mura domestiche e immersi in quell’ammaliante atmosfera fiamminga di Anversa.

Info: www.rubenshuis.be

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