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La Storia dell’arte ritorna nelle scuole. E le lezioni, forse, si faranno nei musei

Dopo averla sacrificata, fino a ridurne le ore di insegnamento in molti indirizzi scolastici, la Sotoria dell’arte si riprende la sua centralità nella didattica. Lo ha stabilito la riforma della scuola approvata ieri dal Consiglio dei ministri e ora all’esame delle Camere. «Un impegno mantenuto e una scelta di civiltà il ritorno della storia dell’arte e della musica nelle scuole – ha commentato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini – il Governo sana uno sfregio compiuto ai danni del sistema formativo italiano. Il lavoro svolto dalla collega ministro dell’istruzione Stefania Giannini è il coronamento di un percorso intrapreso sin dagli esordi di questo governo, quando insieme firmammo un protocollo per accrescere la conoscenza e la comprensione del patrimonio culturale da parte degli studenti» ha concluso.

Non solo. Il ministro stamattina ha rilanciato. In visita istituzionale al liceo Visconti di Roma, parlando agli studenti ha anticipato un progetto che sta elaborando in collaborazione conil Miur: «Stiamo ragionando con il ministero dell’Istruzione affinché parte delle lezioni di storia dell’arte si possano fare per regola dentro i musei e non solo nelle scuole. Un conto è vedere le immagini sui libri, un altro conto è osservare dal vivo». «La fortuna di vivere in un Paese in cui praticamente vicino a ogni scuola ci sono opere d’arte, o nei musei, o nei luoghi della cultura o nelle chiese, è qualcosa di unico che abbiamo solo in Italia».

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