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Perché nei cieli di Van Gogh il rosso diventa bianco?

È cosa risaputa che Van Gogh negli ultimi anni della sua vita, nonostante la malattia, ha dipinto molto e soprattutto molti paesaggi e fra i paesaggi campi di grano con cieli più o meno nuvolosi. Il museo di Kröller-Müller d’Otterlo nei Paesi Bassi ospita uno di questi ultimi lavori del pittore. Nel cielo la tela presenta dei pigmenti rossi che piano piano stanno diventando bianchi, facendo perdere al dipinto la sua tavolozza originaria. L’università d’Anversa ha allora indagato sulla questione studiano un campione della pittura prelevato dal quadro. Lo scopo era capire come e perché da rosso, un determinato pigmento, diventasse bianco. Missione che può dirsi riuscita e dove i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Angewandte chemie.

Il processo che da rosso porta a bianco è una complicata evoluzione di passaggi chimici che possiamo riassumere così: L’ossido di piombo, è stato usato come da tradizione dal pittore per regalare una tonalità rossa al pigmento. Attraverso la reazione con la luce l’ossido di piombo si trasforma fino ad acquisire un colore biancastro e diventare il colore conosciuto come bianco di piombo. A ben guardare, il processo di trasformazione non può dirsi completo perché come dimostra l’esame del pigmento a raggi x, sotto lo strato bianco si conserva ancora un nucleo rosso.

Come fare allora per non rovinare ulteriormente il cromatismo della tela? Nello studio i ricercatori consigliano di studiare una luce che non susciti questo tipo di reazioni.

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