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Quirinale, ritorno all’arte sacra e al Rinascimento con gli arazzi di Pontormo e Bronzino

Inizia domani al Quirinale, nel Salone dei Corazzieri, la mostra Il principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino. Si tratta di una grande collezione di venti arazzi, che raffigurano l’epopea di Giuseppe, figlio di Giacobbe, narrata nella Genesi, considerata un eccezionale testimonianza dell’arte sacra del periodo del Rinascimento. L’esposizione inizia domani, 17 febbraio, e resta visibile fino al 12 aprile e rappresenta un vero e proprio evento, dal momento che da almeno 150 anni tali capolavori non tornavano a Roma. L’evento

Gli arazzi vennero commissionati da Cosimo I de’ Medici tra il 1545 e il 1553 per la Sala dei Duecento di palazzo Vecchio a Firenze. I disegni preparatori furono affidati ai maggiori artisti del tempo, primo fra tutti Pontormo. Ma le prove predisposte da quest’ultimo non piacquero a Cosimo I, che decise di rivolgersi ad Agnolo Bronzino, allievo di Pontormo e già pittore di corte, e a cui si deve parte dell’impianto narrativo della serie. Tessuti alla metà del XVI secolo nella manifattura granducale, tra le prime istituite in Italia, furono realizzati dai maestri arazzieri fiamminghi Jan Rost e Nicolas Karcher sui cartoni forniti da Agnolo Bronzino, Jacopo Pontormo e Francesco Salviati. Cosimo de’ Medici nutriva una particolare predilezione per la figura di Giuseppe, nelle cui fortune vedeva rispecchiate le alterne vicende dinastiche medicee: Giuseppe, figlio prediletto di Giacobbe, tradito e venduto come schiavo dai fratelli, fatto prigioniero in Egitto, riesce comunque, grazie alle sue rare doti intellettuali, a sfuggire alle avversità, a perseguire una brillante carriera politica e a raggiungere posizioni di potere. Abile parlatore, consigliere e interprete dei sogni del Faraone, mette in salvo un’intera popolazione dalla carestia e, infine, dà prova di clemenza e magnanimità, perdonando i fratelli che lo avevano tradito.

L’ingresso è gratuito
Orari: da martedì a sabato dalle 10 alle ore 13 e dalle 15.30 alle 18.30. La domenica dalle 8.30 alle 12.00.
La mostra rimane chiusa tutti i lunedì, venerdì 6 e sabato 7 marzo, domenica 5 aprile ed eventualmente in occasioni di impegni istituzionali in programma al Quirinale di cui sarà data immediata comunicazione.

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