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Arte sacra, svelato il segreto dell’Annunciata di Antonello da Messina

L’angelo c’è. Il segreto dell’Annunciata di Antonello da Messina è svelato. Per secoli questa tela ha animato tavoli di discussione tra critici, storici, studiosi ed esperti in arte sacra, e oggi sono emersi nuovi dettagli e simbolismi che vanno oltre l’allegoria classica, tipica dei canoni quattrocenteschi. Un team di creativi dell’università di Palermo, coordinati da Mauro Lucco, storico dell’arte, già curatore di numerose mostre tra cui proprio quella su Antonello da Messina alle Scuderie del Quirinale, ha sintetizzato in un video i momenti più salienti e simbolici che si celano dietro il dipinto custodito a Palermo alla galleria Museo palazzo Abatellis. Entrano in scena elementi inediti ricchi di simbolismi e, escono di scena invece, i tratti più identificativi, almeno fino ad oggi, che spiegano indiscutibilmente che di Annunciazione si tratta. «Si è detto – ha spiegato Lucco – che l’Annunciata non è tale perché a differenza dell’Annunciazione di palazzo Bellomo di Siracusa, qui manca l’angelo. L’angelo, infatti, considerato insieme ad altri elementi imprescindibile fino ad oggi per caratterizzare la scena dell’annunciazione, scompare nel video e nello studio che ha condotto ad esso, per apparire in altra forma, ovvero l’osservatore finale».

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