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Anonimartisti, il collettivo

Gli Anonimartisti sono un collettivo di giovani creativi italiani, conosciuti nella scena milanese e non solo, portatori di sogni e idee nuove. Rivoluzionari, idealisti, propongono un ritratto del mondo attraverso le arti visive: la fotografia, la pittura, l’installazione video e la scultura. Personalità che condividono un ideale: l’impegno controcorrente a contrastare le abituali esposizioni auto-celebrative degli artisti con azioni collettive frutto di condivisione ed esperienza. «Non crediamo in un’idea che debba accomunarci – spiegano gli artisti – quanto all’idea che può scaturire dalle intuizioni dei singoli a confronto, quindi a un’idea condivisa». Un progetto che a primo sguardo può richiamare quel che in letteratura fanno il collettivo bolognese dei Wu Ming. Il risultato finale è quello di diffondere maggiormente l’arte e i suoi valori, cercando percorsi e spazi espositivi nuovi che sappiano dare vita a un rinnovato tessuto sociale creativo. Linda Ferrari racconta così la nascita del nome: «Tornata da San Francisco […] qui a Milano mi sono sentita morire! Allora mi sono detta: Chissà se c’è qualcuno in questa triste pianura che vuol fare casino colto! Ho riunito gli artisti che secondo me avevano da dire qualcosa e che in quel periodo esponevano al Sergeant Pepper’s. Alla prima riunione nessuno di noi si conosceva, ci siamo presentati, come a una riunione degli alcolisti anonimi, da qui il nostro sito, anonimartisti.it». Una forza collettiva che ideologicamente contrasta la singola celebrazione, un confronto tra ispirazioni e tecniche diverse che al meglio restituiscono l’idea della saturazione visiva della nostra contemporaneità. È così che uno alla volta gli artisti intimamente creano, basandosi sulle proprie sensazioni per poi giungere ad un paragone finale. Un ritratto dei nostri tempi visto, di volta in volta, con occhi diversi. Un primo esempio sono i lavori della Ferrari: «Traggo ispirazione dalle donne – spiega l’artista – in tutte le loro sfaccettature, ritraggo la situazione lavorativa odierna, i prototipi femminili, l’amore, la frustrazione, la felicità, il tutto con una buona dose di cinica ironia».

Una produzione intima e indipendente che emerge anche dagli scatti di Matteo Suffritti: «L’ispirazione nasce direttamente da se stessi e dalle proprie riflessioni, e a questo c’è anche l’influenza dei grandi maestri. Nasce tutto da un pensiero. A volte è immediato e con esso anche l’opera. Altre volte più elaborato: c’è il concetto ma devo masticarlo prima di dargli forma. La mia sfida è trovare sempre un lavoro nuovo. Così ho sperimentato lo stop-motion, l’animazione grafica bidimensionale, la fotografia analogica e digitale». Un altro membro di Anonimartisti, Alessandro Minoggi spiega infine il senso del fare parte di un collettivo: «I significati sono molteplici: poter condividere idee ed estetiche con un gruppo di persone diverse ma che si trova lì per lo stesso motivo; poter fare ciò che si è sempre fatto con più mezzi e più forza. Di questo gruppo mi piace l’idea di voler condividere non solo l’esperienza comune, quanto il condividersi profondamente: siamo partiti come r-EVOLution mischiando l’idea di amore e rivoluzione, e siamo passati pian piano all’idea di Anonimartisti, per dare ancora maggiore importanza al gruppo rispetto alle individualità che lo compongono».

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