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Artplace, la nuova app per i musei smart

Si chiama Artplace ed è una nuova app, creata da pochi mesi, che permette ai visitatori di un museo di ”dialogare” con le opere in esposizione. Si tratta di un’invenzione tecnologica di tre ragazzi modenesi, Mattia Farina, Giacomo Torricelli e Francesco Villani, poco più che ventenni. L’applicazione, scaricabile gratuitamente dallo smartphone, consente di acquisire e visualizzare sul proprio telefonino tutte le nozioni e le informazioni sulle singole opere in mostra. E in molte più lingue di quelle solitamente coperte dalle classiche, e quasi tramontate, audioguide. Artplace funziona anche da social network della cultura. Attraverso il programma gli utenti possono anche commentare i siti di interesse artistico e consigliare o meno la visita. Tutto è basato sui cosiddetti beacon, dispositivi fissi che trasmettono informazioni: «I beacon – ha spiegato Farina al Resto del Carlino – sono piccoli hardware che possono essere posizionati ovunque. E quando uno smartphone passa nei paraggi, lo intercettano in automatico e gli inviano una serie di informazioni. In una sala, o vicino a un’opera, basterebbe applicare un beacon, e ogni cellulare nella stanza, grazie ad Artplace, assorbirebbe in automatico le informazioni audio e video impostate dal museo». Molti musei internazionali, a quanto pare, si sono fatti avanti per valutare l’affare. Tra questi il MoMa di New York.

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