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Periferia, danneggiate le riproduzioni delle celebri opere

Un grave episodio di vandalismo si è verificato la notte scorsa nella capitale. Alla stazione di Ottavia (Roma Nord) è stata bruciata la riproduzione della tela di Benedetta Cappa Marinetti, che insieme al capolavoro di Balla, Il dubbio, e ai lavori di Amedeo Bocchi, Carlo Carrà e Francesco Trombadori, era stata collocata su ”strada” con l’intento di avvicinare gli abitanti dei quartieri meno centrali alle opere d’arte. Anche Nel parco, la tela di Bocchi che campeggia all’ingresso della stazione, è stata danneggiata con una scritta sulla cornice. Si tratta di opere di celebri autori riprodotte su fotografia in larga scala, incorniciate ed esposte in pubblico, con un codice Qr disponibile per i più curiosi e desiderosi di conoscere maggiori dettagli sulla storia delle opere. Il progetto Musei in strada, questo il nome scelto dall’assessorato capitolino ai Beni culturali, ha ”portato” in molti quartieri periferici della città (Trullo, Tor Bella Monaca e, appunto, Ottavia), i lavori di Filippo Gagliardi, Gavin Hamilton e Ippolito Caffi da Palazzo Braschi; Gastone Novelli, Tina Maselli e Carla Accardi dal Macro e Giacomo Balla, Carlo Carrà e Benedetta Cappa Marinetti dalla Galleria di arte moderna. «Un atto, quello contro l’opera, che sento di condannare e al tempo stesso minimizzare – ha detto Valerio Barletta – presidente del Municipio XIV, presente all’inaugurazione del progetto – perché quello che accade oggi alla stazione di Ottavia e in altri luoghi della periferia è qualcosa di straordinario. Non sarà certo l’atto di un vandalo che ha impiegato il proprio tempo per dare fuoco a un’opera straordinaria, riprodotta qui esattamente com’è l’originale esposto alla Galleria d’arte moderna, a fermare un lavoro che stiamo provando a fare per far tornare a vivere le periferie». Per quanto riguarda l’individuazione dell’autore dell’atto vandalico, il minisindaco di Ottavia ha spiegato che saranno condotte verifiche insieme a Rfi per capire se attraverso le telecamere e i circuiti interni della stazione sia possibile risalire ai responsabili di questo gesto».

 

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