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Cremaschi, Indesiderabili

La XXIV edizione di Invideo. Mostra internazionale di video e cinema oltre si svolge a Milano dal 29 ottobre al 3 novembre 2014. Tanti gli appuntamenti dislocati in varie sedi nella città. Venerdì 31 ottobre, allo Spazio Oberdan, verranno proposti due film di Chiara Cremaschi: Parole per dirlo – dalla parte delle bambine, racconto autobiografico sui movimenti femministi degli anni ’70 visto con gli occhi dell’artista da bambina, e Indesiderabili, documentario di cui proponiamo un estratto. Prosegue la ricognizione di Invideo sul cinema indipendente e sperimentale “al femminile”. Indesiderabili è un lungo racconto sulla detenzione di donne e bambini antinazisti nel campo di prigionia Rieucros in Francia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nasce come commissione della Cgil a Cremaschi, commissione sulla figura di Baldina di Vittorio, figlia di Giuseppe di Vittorio, fondatore della Cgil. L’autrice ha scoperto che Baldina era stata internata a Rieucros, dove aveva computo 20 anni, Cremaschi ha deciso così di narrare la storia del campo di prigionia.

Perché il film si chiama Indesiderabili? Perché con questa dicitura venivano catalogate sui dossier del campo le donne internate, che potevano ad esempio essere figure politiche contro il regime, prostitute, delinquenti, tutte donne scomode. Una voce femminile fa da sottofondo per tutta la durata della narrazione, è l’esperienza di Teresa Noce tratta dalla sua autobiografia Rivoluzionaria professionale. Le testimonianze sono presenti con voci in italiano, francese e tedesco, mentre le interviste sono state fatte a francesi e italiane internate a Rieucros e ancora viventi. Foto d’epoca, filmati d’epoca, disegni animati fanno da scenario allo scorrere delle storie. Ma cosa si racconta? La vita in prigionia: dall’igiene al cibo, dal fatto di poter ricevere lettere e pacchi alla situazione economica di ognuna, dal problema delle sigarette alle malattie. Importanti sono i rapporti interpersonali che vedono protagoniste donne di tante provenienze, ad esempio italiane, francesi, tedesche, spagnole, russe, polacche. Proprio questa internazionalità rendeva difficile la comunicazione, ma senza perdersi d’animo le donne si organizzavano per imparare le altre lingue.

La storia finisce con l’armistizio fra Francia e Germania che doveva portare alla liberazione a Rieucros, era stato comunicato che le detenute sarebbero state libere alla fine della guerra, ma non andò così, allora esse diedero il via ad un digiuno dopo il quale alcune di loro furono veramente liberate. Con poesia e attenzione alle scelte simboliche, Cremaschi inserisce sul finale un cancello che si apre e subito dopo l’incontro fra due delle protagoniste del film, oggi anziane, una francese ed una italiana, che danno vita ad uno scambio affettuoso. Info: www.mostrainvideo.com

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