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Van Gogh. L’uomo e la terra

Durante il percorso della mostra Van Gogh. L’uomo e la terra all’interno di palazzo Reale, si ha l’impressione che l’artista cammini al nostro fianco. Ogni raffigurazione, ogni opera è infatti supportata da un suo commento, impregnato della sua anima, memore di una vita già trascorsa anche se oggi più che mai contemporanea. Questa rassegna, infatti, in vista di Expo Milano 2015 è una occasione per supportare il tema dell’Esposizione universale ”Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. Scorrono tra gli oli su tela e i disegni su carta storie di contadini, di uomini e donne che si rapportano alla terra e in ultimo al cibo stesso, una delle prime necessità degli esseri viventi.
«Mi sono proprio sforzato di rendere l’idea di queste persone che mangiano le propri patate alla luce del loro piccolo lume, hanno dissodato la terra loro stessi con le stesse mani che mettono nel piatto e quindi il quadro parla del fatto che si sono guadagnati onestamente il proprio cibo», scrive per esempio Vincent Van Gogh (1853-1890) accanto a Natura morta con patate, mettendo a nudo ciò che più trapela dalla sua arte, ovvero l’onesta, la sincerità, la determinazione, oltre ad elevare l’uomo, la natura e la terra a protagonisti assoluti dell’esistenza.

L’esposizione si apre con il suo autoritratto datato 1887, dipinto osservando la propria immagine allo specchio. Vicino si legge: ”La gente dice e son ben disposto a crederci, che è difficile conoscere se stessi – ma non è facile nemmeno dipingere se stessi”. Questo evento è uno dei tasselli tra gli appuntamenti prestabiliti in onore del centoventicinquesimo anniversario della morte di questo artista straordinario, messi in atto attraverso il programma Van Gogh 2015 e curato dalla Van Gogh Europe foundation, istituzione sostenuta dal governo olandese a tutela dell’opera di Van Gogh e costituita attraverso quattro organizzazioni: il museo Van Gogh, il Kröller-Müller museum, Van Gogh Brabant e Mons 2015, capitale europea della cultura.

Il visitatore, certamente, ha la possibilità attraverso sei sezioni di conoscere da vicino la personalità di questo personaggio mitico, seguendo tra le opere proposte la sua evoluzione artistica e, nel contempo, i passi della sua biografia, il suo instancabile peregrinare, la dinamicità della sua vita, i luoghi del suo quotidiano. L’uomo e la terra, Vita dei campi, Il ritratto moderno, Nature morte, Le lettere, Colore e vita, sono le tracce da cui partire per vivere a pieno il paesaggio esteriore ed interiore caro a Van Gogh. Nella seconda sezione si analizzano i vari aspetti della vita nei campi studiati dall’artista: la zappatura, la semina, la falciatura, la cura del gregge, il ritorno alla capanna. Con Pastore con gregge di pecore, grande olio su tela, è evidente come il suo desiderio di divenire un pittore di contadini fosse reale, dimostrando un’ammirazione particolare per l’artista francese Jean-François Millet. Nell’ultima sezione colori vivaci irradiano dalle opere paesaggistiche, spesso prive della presenza umana.
Il suo lavoro assume un aspetto completamente differente da quello precedente, modificato sicuramente dagli episodi del suo vissuto, dai viaggi intrapresi che da Parigi lo conducono ad Arles, e da Arles a Sain-Remy e da Saint-Remy a Auvers-sur-l’Oise. In Campo di grano con covoni e luna crescente appaiono visioni stravaganti che comunica con il colore, profondamente armoniche nella stesura, in una personale tecnica di mimesi: le montagne delle Alpilles diventano di un blu carico e la luna brilla di una luce solare.

Promossa dal comune di Milano, organizzata e prodotta da palazzo Reale, Artemisia Group e 24 Ore cultura – Gruppo 24 ore, in collaborazione con Kröller-Müller Museum, è curata da Kathleen Adler con un comitato di esperti dell’opera di questo maestro della pittura ritenuto da molti uno degli artisti più grandi mai esistiti, anche se in vita non tocco mai con mano il successo.

Fino all’8 marzo 2015
Palazzo Reale, piazza del Duomo 12.
Info http://www.vangoghmilano.it

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