Eventi

Come è andata Artverona?

Conclusa Artverona è arrivato il momento di premi, numeri, statistiche, in e out. Ottimi i presupposti ma trattandosi del decimo anniversario sommato al passaggio di gestione direttamente nelle mani dell’ente fiera, ci si aspettava più carattere e dinamicità. Forse un occhio di riguardo nel curare maggiormente i dettagli e le strutture in sé: dagli stand agli spazi comuni, fino alle zone ricreative. Di certo non una scelta voluta secondo criteri di chissà che minimalismo, tendenza total white, tanto meno una ricerca di un qualcosa di essenziale, o almeno non era questa l’atmosfera che si respirava. Tutto era un po troppo asettico. Pensiamo anche alla personale dedicata a Enrico Castellani, sicuramente meritava più centralità. Le opere di straordinarie e indubbia forza comunicativa erano semplicemente appesa a una parete in fondo a uno dei due paglioni della fiera, transennate sul lato frontale dando ben poco spessore alla mostra. Risicate informazioni per i visitatori su un pannello mentre sproporzionato il cartellone con il titolo della mostra e il nome del curatore, Andrea Bruciati, direttore artistico della stessa Artverona.

Tuttavia chiude con un riscontrato aumento delle decisioni di acquisto sia nel moderno che nel contemporaneo, complici l’innalzamento delle proposte espositive e di un pubblico sempre più qualificato, che si mantiene stabile nel numero di visitatori, con un incremento del 30% dei collezionisti e del 21% degli espositori. Un forte applauso alle gallerie in mostra, alle fondazioni, alle organizzazioni no profit che sfidando costi non indifferenti e crisi hanno fatto il possibile per portare alta la bandiera senza confini dell’arte. Tra le tante realtà Valmore studio d’arte di Vicenza con una imperdibile installazione video di Jacques Toussaint, parigino del 1947, inizia la sua attività in Italia nel 1971. In collaborazione con Vincenzo Nardino, Graphic motion, è un raggiungimento ultimo della ricerca grafico-pittorico-plastica dell’artista che partendo da studi accademici finisce con il proiettarsi nel mondo delle geometria e dell’astrazione.

Molto interessanti gli approfondimenti di Artverona talk. Toccate le diverse sfaccettature del sistema arte sempre più in contatto con il mondo dell’impresa e dove gioca fondamentale il ruolo del collezionista. Discussioni sul tema inoltre anche tra gli Indipendets5 in Tulpenmanie, dibattiti attorno al valore dell’arte. Il titoli si rifà alla prima grande bolla speculativa attestata nelle storia del capitalismo, un modo per mettere in evidenza come oggi l’arte sia spesso considerata solo come bene rifugio, dove gli artisti e non solo, siano influenzati dalla moda o altri fattori sociali. Sottolineata l’importanza del museo, il peso del figure anticonvenzionali ed il rapporto tra pubblico e privato. Dello stesso settore AplusA, centro espositivo sloveno, un ente no profit presente a Venezia dal 1998 e promotore delle nuove tendenze lavorando su un doppio binario quello italo-sloveno. Il tema della “bolla” è rielaborato da due artisti, Aleksander Velišček, che usa la pittura come fosse materia viva, al punto da renderla tridimensionale, parte integrante dell’opera anche la cornice e il vetro. Mentre Ryts Monet, italiano, con Sisters: una collezione di 88 immagini di repliche della Statua della libertà provenienti da tutto il mondo. Le figure vengono poi riprodotte in una serie di stampe realizzate attraverso un processo di trasferimento chimico su carta. L’opera simbolicamente ripercorre a ritroso le tappe del samurai Hasekura Tsunenaga, che nel 1615, durante l’era Keicho, partì dal porto di Ishinomaki a bordo di un galeone spagnolo e raggiunse Civitavecchia dove era diretto ad incontrare il Papa. L’artista immagina il percorso del samurai in epoca contemporanea. Un modo per mettere in discussione il tema della libertà di oggi e del domani. Le stampe sono state esposte per la prima volta in occasione della personale alla galleria Coexist di Tokyo nel febbraio di quest’anno.

La giuria ha scelto come migliore progetto Indipendes5 “La società dello spettacolo di Assisi” con “Presente” progetto di situazione deliberatamente predisposta per sperimentare la costruzione e decostruzione di una bolla_limite in 8 tappe. Per Level 0, iniziativa dove alcuni direttori di musei e istituzioni d’arte contemporanea italiani dovevano individuare un loro prescelto, ed impegnarsi a promuoverlo nell’arco del 2015 con un talk, una pubblicazione, una mostra all’interno della propria programmazione vede trionfanti Serena Vestrucci, rappresentata in fiera dalla galleria Fuoricampo di Siena, scelta da Ilaria Bonacossa del museo d’arte contemporanea Villa Croce di Genova. David Rickard, della galleria Michela Rizzo di Venezia, da Valerio Dehò del Kunst, Merano. Eugenia Vanni, Fuoricampo di Siena, da Lorenzo Giusti del Man di Nuoro. Angela Glacjar, presentata da Antonella Cattani contemporary art di Bolzano, da Letizia Ragaglia di Museion di Bolzano. Paola Angelini, Massimodeluca di Mestre, è stata scelta da Cristiana Collu del Mart di Rovereto. Quest’ultima artista nata a San Benedetto del Tronto nel 1983 dove vive e lavora, ha realizzato i lavori durante un progetto di residenza in Norvegia, luogo in cui il paesaggio nelle sue diverse interpretazioni è protagonista assoluto. «L’idea – ci dice la gellerista Marina Bastianello – di presentare un’artista che si esprime attraverso la pittura, in un’area sperimentale quale Raw zone, è una sfida per affermare la sempre attualità di un mezzo espressivo che non necessità sotterfugi, bensì talento per confermare la propria contemporaneità».

Molti riconoscimenti per la galleria Doppelgaenger di Bari, in fiera con due artisti, entrambi salgono sul podio: Tony Fiorentino, selezionato da Alberto Salvadori del museo Marino Marini di Firenze, e una doppia medaglia per Silvia Gaimbrone, scelta da Emma Zanella del Maga di Gallarate e vincitrice del Premio Celeste con l’acquisto della sua opera da un collezionista, il lavoro “Made in Italy”, 2012, è un altorilievo in gesso composto da 20 pezzi di dimensioni variabili. La motivazione riassume le caratteristiche espressive del lavoro. «Abbiamo voluto premiare l’opera per il modo intenso ma silente con cui ha affrontato un tema millenario: il controllo della donna nella società. L’atteggiamento calmo, ma deciso quasi inarrestabile in cui le tavolette esprimono il senso antico, fossile del dolore e la sopportazione parla a noi in un modo molto contemporaneo. Non si tratta più di un femminismo urlato e violento, ma invece pacato, determinato, articolato ed informato. L’opera coglie il nostro tempo nella maniera più alta cercando il cambiamento dello status della donna con intelligenza». Il Premio Icona, dove l’opera oltre ad essere acquistata da un collezionista e diventare l’immagine della campagna di comunicazione di Artverona del 2015, sarà data in deposito a un museo Amaci, associazione musei d’arte contemporanea italiani, che per quest’anno è il Mart.

A superare tutti i finalisti è “Allegoria astratta dell’atelier del pittore all’inferno tra le punte gemelle” di Luigi Presicce. Performance per un solo spettatore alla volta accompagnato, Teatro studio, Scandicci di Firenze. Stampa fotografica su di-bond e presentata in fiera dalla Galleria Bianconi di Milano. Da ricordare gli appuntamenti collaterali ancora attivi nella città scaligera. Tra questi, il Centro internazionale di fotografia scavi scaligeri per Photoart con Steve Sabella. Archaeology of the future a cura di Adrian Karin von Roques, la prima personale in una sede museale italiana dell’artista palestinese è aperta fino al 16 novembre. Il Museo civico di storia naturale con Ad Naturam a cura di Angela Madesani, mira ad evidenziare le modalità di rappresentazione della natura all’interno della produzione artistica contemporanea in un confronto inusuale con i locali suggestivi del palazzo ed è aperta al pubblico fino al 30 novembre. La Biblioteca civica, sede dell’Archivio regionale di videoarte del Veneto fino fine mese con Noli me tanghere, l’arte in movimento e la malattia dei sentimenti di Michelangelo Antonioni, a cura di Eva Comuzzi e Andrea Bruciati, un omaggio al genio del maestro in occasione dei quarant’anni del suo primo film a colori, Il Deserto rosso. Infine laFeltrinelli, ospita la mostra fotografica Luca Rotondo, Bandiera blu esposta fino al 2 novembre. Info: www.artverona.it

Commenti