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All that fall

Nella Cappella dell’Incoronazione di Palermo per Riso, Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, continua All that fall di Stefano Canto. L’artista romano indaga il paesaggio urbano del capoluogo siciliano e il risultato è in pieno movimento creativo. Il titolo rievoca un lavoro di Samuel Beckett del 1956 presentato all’emittente radiofonica della Bbc e che, nel tempo del legame tra cause ed effetti, raccontava di incontri sospesi. All that fall, a cura di Salvatore Davì, in seno al progetto di N38E13, con cui il museo Riso ha avviato un protocollo d’intesa, concede infatti a tutti la possibilità di…cadere. Come quando nella notte capita di sognare di perdere l’equilibrio e di sprofondare nel vuoto. È una sensazione di instabilità, di fuoriuscita dal cerchio protettivo della certezza. In ballo c’è la dimensione del presente, in bilico c’è la nostra performance nel momento dell’azione, il momento della percezione. Lo spazio è quello della mobilità dell’oggetto nell’atto stesso della rappresentazione: non ci sono più elementi simbolo che ne restituiscono un’immagine in particolare, ma la realtà si riallaccia alla sua integrità di corpo unico e adattabile all’individuo attraverso una sua riflessione in chiave metaforica. Stefano Canto ha intuito, nella frammentazione del paesaggio urbano palermitano, la sua ricca genesi e il suo sviluppo, la sua sospensione ed evaporazione di segni e significati personali.

L’intervento è stato inserito nel loggiato della storica Cappella dell’Incoronazione lo scorso 24 maggio e sarà esposto fino al 5 settembre. Uno spazio chiuso, un microcosmo che vibra di sonora materialità nella scenografia contemporanea di Palermo, permette al visitatore di vivere l’esperienza dello spazio della città, di viverne la sua identità. Membrane di legno, assi di pavimento fluido, instabile, pesanti e leggere insieme, vivacizzano il momento della scoperta. Una passeggiata su questo tappeto di racconti urbani trasfigurati dalla fruizione individuale diventa il codice di comunicazione condiviso. L’artista romano, consapevole attraverso la propria ricerca personale delle mutazioni di genere e di sostanza dei luoghi e degli oggetti in questi stessi luoghi, ha rivestito/investito di grande responsabilità socio-culturale questo bene monumentale emblematico. Lo spazio off di Riso è testimone stratificato e tormentato del paesaggio urbano circostante e simbolo del cuore pulsante della città vecchia, a cavallo tra memoria collettiva e oscillazione tra presente e fasto nel passato. Indicatore architettonico dello scheletro strutturale di Palermo, dalla natura linguistica complessa e pluriculturale, agisce e interagisce con l’opera di Stefano Canto. La singolare eccezionalità di questo episodio artistico si qualifica con un maggiore impatto sociale sull’ambiente palermitano grazie anche alla modalità di gestazione e supporto che lo ha finanziato: soltanto la campagna di crowdfunding e fundraising ha interamente reso possibile la realizzazione di questo significativo intervento, che guarda non soltanto quindi alla contemporaneità, ma al futuro della ricerca.

Dal 24 maggio al 5 settembre, Progetto al Riso, Museo d’arte Contemporanea della Sicilia di N38E13, Cappella dell’Incoronazione, via dell’Incoronazione 13, Palermo; info: www.palazzoriso.it

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