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KayOne, street art old school

«La vita più intensa della forma, la strada più forte dell’accademia». Questa è una frase che spesso ritorna leggendo KayOne, artista classe 1972, pioniere del movimento graffitista old school in Italia, che presenta una sua personale allo spazio San Giorgio arte contemporanea di Bologna. Una vita e una carriera che nascono dalla strada quando, all’età di 15 anni, nel pieno boom della street art nel nostro paese, KayOne impugna bombolette e acrilici per esprimere una creatività che fuoriesce dai dettami accademici e socialmente accettabili e diventa una sorta di tratto vitale, dalle linee intrecciate, poco leggibili (dai più) e dai colori cangianti, che ne rappresentano la forza espressiva.

Quella forza è la stessa che, su diverso supporto (la tela) e in un diverso contesto (la galleria), si ritrova oggi nei suoi dipinti, dove a fare da protagonisti sono però colate spesse di acrilico e cera, in un mix di layer, dove si intravedono tracce di ritagli di giornale, inserti e sticker che creano un vortice informale dalle forme astratte, ma nei quali si riconoscono i riferimenti chiari all’urban life: vernici bianche utilizzate per le strisce pedonali, grumi di cemento e l’immancabile uso dello spray. KayOne interpreta a suo modo la lezione dell’action painting statunitense, passando per la cultura pop e l’informale europeo, senza abbandonare mai colore e graficismo. Le due strade, l’arte street e quella pittorica, hanno sempre viaggiato parallele nel percorso artistico di KayOne, che inizia a creare le prime tele come escamotage per dar fondo alle bombolette, e sono restate tali fino a oggi. La precisione e l’accuratezza dei suoi graffiti, nati dalla necessaria velocità di composizione dei muri, esplodono nei formati (medi e grandi), della tela, creata in studio, spesso lasciata libera dalla cornice, quasi in una sorta di controsenso. Ancora un intrecciarsi delle vie parallele, ma ancora è ribadita la spontaneità e il frutto di un work in progress che si decide nell’attimo. Dalla strada alla galleria il passaggio è certamente d’impatto, ma quello che conta è da dove nasce la spinta, che è sempre quella del caos metropolitano e della cultura Hip Hop.

Fino al 21 giugno; spazio San Giorgio, via San Giorgio 12, Bologna; info: http://www.spaziosangiorgio.it

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