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Candida Höfer in mostra

La fondazione Bisazza rende omaggio a una delle figure più incisive nel mondo della fotografia, infatti con il progetto Candida Höfer. Immagini di architettura, l’artista tedesca è protagonista in una mostra studiata su misura per lei. Una grande novità per la realtà vicentina che per la prima volta ha allestito le sue ampie sale per una esposizione fotografica. Una selezione di scatti di architetture classiche e contemporanee in grande formato, scelte direttamente dall’autrice. Interni di musei, biblioteche, archivi, teatri, banche, palazzi storici o stazioni della metropolitana, sempre fotografati secondo la tecnica dell’inquadratura semplice e della ripresa distanziata, privi di figure umane e illuminati rigorosamente dalla sola presenza della luce naturale.
Si tratta di scatti caratterizzati da una nitidezza unica nel suo genere e realizzati senza qualsiasi tipo di ritocco digitale. Così presentati, ripuliti dal desiderio di renderli perfetti con rielaborazioni digitali, risultano maggiormente unici.
Lo spettatore riesce a stabilire un rapporto esclusivo con il luogo immortalato, una contemplazione solitaria, che gli permette di cogliere ogni minimo dettaglio. «All’interno degli spazi – sottolinea Maria Cristina Didero, direttore fondazione Bisazza – è presentata una selezione di immagini capaci di raccontare la dicotomia tra architettura classica e contemporanea, e come l’occhio della fotografa riesca a essere sempre pulito e netto, mantenendo lo stesso solido approccio davanti ai ricchi decori del Palais Garnier di Parigi o di fronte alle linee geometriche del Sanna-Gebäude a Essen, nate dalla mano dello studio giapponese: il cortocircuito è riassunto nell’immagine che ritrae l’installazione di Daniel Buren al Neues museum di Weimar, dove antico e contemporaneo coesistono e si completano».

Candida Höfer è nata a Eberswalde, nella regione del Brandeburgo. Figlia del giornalista Werner Höfer. Insieme a Thomas Ruff e Thomas Struth, è principale esponente della cosiddetta Scuola di Düsseldorf, la sua arte è profondamente influenzata dall’opera di Bernd e Hilla Becher. Dalla prima personale alla Konrad Fischer galerie di Düsseldorf nel 1975 ne sono seguite molte altre, come nel 2005 Candida Höfer: Architecture of absence, al Norton museum of art di West Palm Beach, allo University art museum di Long Beach e quelle alla Rena Bransten gallery di San Francisco. Insieme a Martin Kippenberger ha rappresentato nel 2003 la Germania alla Biennale di Venezia.
«Il soggetto del mio lavoro – dice l’artista – sono gli spazi pubblici e istituzionali. Io li preferisco quando non sono ancora invasi dal pubblico. È allora che questi stessi sanno raccontare di più sulle persone che li vivono o li hanno vissuti. Gli spazi parlano di luce, ecco perché li immortalo nella luce stessa in cui li trovo, naturale o artificiale che sia. Gli spazi hanno delle funzioni. Le funzioni creano analogie. Io sono affascinata dalla differenza in queste analogie».
La fondazione è un organizzazione privata no profit e aperta al pubblico da sempre sensibile all’evoluzione culturale della scena artistica, lo scopo è infatti interagire e dialogare con altre fondazioni e musei di design e architettura creando un network per la presentazione di progetti inediti in Italia. Occupa un’area di oltre 7000 mq, in passato riservata alla produzione aziendale, recuperata e adibita all’esposizione grazie al progetto di riqualificazione dell’architetto Carlo Dal Bianco.
La ricca collezione permanente è costituita da installazioni firmate da designer quali Tord Boontje, Aldo Cibic, Sandro Chia, Jaime Hayon, Arik Levy, Alessandro Mendini, Fabio Novembre, Mimmo Paladino, John Pawson, Andrée Putman, Ettore Sottsass, Studio Job, Patricia Urquiola, Marcel Wanders e Richard Meier. Mentre uno spazio di oltre 1000 mq è dedicato ad accogliere mostre itineranti e installazioni di progettisti di fama internazionale, oggi utilizzato per la fotografa tedesca, prodotte dalla fondazione o sviluppate in collaborazione o provenienti da istituzioni straniere.

Candida Höfer. Immagini di architettura
Fondazione Bisazza, fino al 27 luglio
Viale Milano, 56 Montecchio Maggiore (Vi)
Info: www.fondazionebisazza.it

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