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Playground al Foro italico

Playground è lo spazio dei giochi, un luogo sperimentale dove l’arte interagisce in maniera diretta con il pubblico coinvolgendo lo spettatore fino a divenire il protagonista indiscusso dell’opera installativa. Fino al 16 maggio nella Casa delle Armi al Foro Italico, in occasione degli Internazionali Bnl d’Italia, un’esposizione collettiva curata da Bartolomeo Pietromarchi e Maria Alicata consente di vivere il contemporaneo in maniera inedita. I lavori di Sten&Lex, Gabriele De Santis, Ruth Proctor e Giuseppe Stampone, realizzati appositamente per l’evento, offriranno la possibilità ai bambini e ai ragazzi dai 5 ai 15 anni di giocare letteralmente con l’arte, avvicinando le fasce di un pubblico molto giovane a interessarsi del contemporaneo.

Le installazioni, come ad esempio l’opera di Stampone intitolata l’ABC dell’arte, una sorta di gioco da scatola rivisitato in maniera più ampia, conducono il pubblico a riflettere sulla funzione di un manufatto artistico, lasciando da parte quello scetticismo insito in molte manifestazioni culturali che allontanano lo spettatore dalle istituzioni canoniche museali dove l’interazione spesso non fa parte delle dinamiche educative del luogo. Durante il vernissage dell’esposizione abbiamo intervistato Bartolomeo Pietromarchi, ex direttore del Macro di Roma, con cui abbiamo indagato il ruolo del contemporaneo nella capitale.

Questa manifestazione culturale abbinata a uno degli eventi sportivi più seguiti nel nostro paese concepisce l’arte in maniera giocosa, ludica. Qual è l’idea che ha scaturito questa mostra?

«Gli Internazionali di tennis rappresentano un’occasione meravigliosa per portare l’arte contemporanea fuori dai soliti spazi dedicati, ho sempre cercato questo tipo di interazione e credo sia una cosa fondamentale. Questa è una mostra laboratorio, le installazioni presenti non sono solo da vedere ma possono essere vissute attivamente, durante questa settimana migliaia di bambini verranno alla Casa delle Armi interagendo con gli artisti presenti attraverso una serie di attività educative, lo spazio diventerà un ambiente vivo e vitale. Playground è il campo da gioco che l’arte propone con le sue regole, un esperimento che vuole coinvolgere un pubblico molto giovane che non ha paura di avvicinarsi al contemporaneo e che di esso ne fa esperienza».

Secondo il suo punto di vista cosa manca a Roma per creare un tessuto connettivo del contemporaneo, la nostra città ha sicuramente lo svantaggio, in questa particolare prospettiva, di possedere un patrimonio storico artistico imponente, ma questa ragione non spiega il perché Roma non ricopra il medesimo ruolo che hanno le altre capitali europee. Come spiega questo deficit?

«Credo fermamente che a Roma manchi la continuità. Le istituzioni ci sono, le realtà esistono, abbiamo anche artisti molto validi, il problema è che non si riesce ad avere una continuità nel proporre un programma che educhi il pubblico al linguaggio del contemporaneo. Il Macro, purtroppo, ne è un esempio chiarissimo, abbiamo avuto questa interruzione gestionale del tutto incomprensibile. Il museo sta soffrendo molto di una mancanza di progressione in ciò che si era messo in campo e questo è il problema principale».

Cosa auspica al Macro?

«Auspico che al di là di me possa ritrovare una situazione stabile, che possa avere una prospettiva di crescita. Il pubblico c’è e reagisce, basta avere dei punti di riferimento che continuino nel tempo a crescere».

Fino al 16 maggio, Casa delle Armi, Foro Italico, Roma; info: www.internazionalibnlditalia.it

Foto Luca Carlino

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