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Due culture a confronto

Nel 2014 si avvicendano la Grecia e l’Italia nella semestrale presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea. Per celebrare l’apporto culturale delle due nazioni nell’Europa Unita e il ruolo civilizzatore che hanno ricoperto, Louis Godart, Consigliere per la conservazione del patrimonio artistico del Presidente della Repubblica italiana, ha curato una mostra al Quirinale, visitabile fino al 15 luglio. L’esposizione, in sinergia con la Presidenza della Repubblica greca, si sposta in un museo di Atene dal mese di agosto.
Il percorso artistico parallelo tra le due culture, culle della nostra civiltà, si snoda attraverso 25 opere eccezionali, provenienti da musei dei due paesi, come Museo archeologico di Napoli, Museo di Taranto, Museo archeologico nazionale di Atene, Museo di Villa Giulia, Museo di arte sacra a Rossano, o la stessa collezione del Quirinale.

La Grecia ha prestato esemplari mai approdati in Italia, che coprono oltre cinque millenni di storia, dalle testimonianze della civiltà cicladica, minoica e micenea del III e II millennio a.C., fino a un dipinto di El Greco, o alle tele dei novecenteschi Moralis e Parthenis. Alcune opere esprimono valori e tradizioni arcaici, come la Statua femminile cicladica, dalla Necropoli di Spedos nell’Isola di Nasso , risalente al 2700 a.C. L’opera simbolo della mostra è l’Atena pensosa, dal Museo dell’Acropoli, che veicola un grandioso messaggio di pace: la dea dell’intelligenza si appoggia tristemente sulla sua lancia, pensando a quanti morti e guerre costi il rigoglio della democrazia greca. In un pannello è citato il discorso di Pericle nel 431 a.C., all’indomani della guerra del Peloponneso, un omaggio ai caduti che condensa gli ideali della democrazia nella polis greca. Nelle sale, in diffusione, l’Inno alla gioia dalla Sinfonia n.9 di Beethoven, eletto inno della Comunità Europea, per gli ideali di cooperazione umana, di gioia fraterna e di riconquistata pace che trasmette.

Esposto pure il Giovanni il Battista di Caravaggio, che coi suoi tratti realistici e intensi non smette mai di stupire. La Coppa di Nestore del Museo di Pithecusa, l’antica Ischia, contiene il primo riferimento ai poemi omerici e testimonia il fiorire della Magna Grecia, nata dal prosperare di commerci e scambi intellettuali nel Mediterraneo. Da notare l’iscrizione, in cui la coppa stessa si rivolge al suo bevitore: “Sono la coppa, buona da bere, di Nestore. Chi berrà sarà preso immediatamente dal desiderio di Afrodite dalla bella corona”. Dal Museo di Reggio Calabria proviene la meravigliosa testa bronzea del Filosofo, ritrovata nelle acque di Calabria, come per i Bronzi di Riace. Dalla Villa dei Papiri di Ercolano, il Busto di Pirro in marmo, di fine I sec. a. C., ora al Museo Archeologico di Napoli. I Musei Capitolini hanno prestato la Statua di Amazzone, del VI sec. a. C, in marmo pario, trovato nell’antica zona degli Horti Sallustiani. La nascita della scrittura è testimoniata da una Tavoletta in scrittura lineare B del Tardo Elladico in argilla, dal Palazzo di Nestore in Nessenia.Si prosegue col Codice purpureo, accolto a Rossano di Calabria nel periodo bizantino della Seconda ellenizzazione della Calabria, a seguito delle sventure dell’Impero d’Oriente. Il presidente greco Karolos Papoulias si compiace che «la felice coincidenza tra le due presidenze del Consiglio europeo nel 2014 ha fornito lo spunto per l’allestimento di questa mostra, grazie a cui i visitatori hanno l’occasione di seguire il comune percorso storico-culturale dei due popoli attraverso i secoli. Proprio su tale percorso si è poi costruita la comune identità culturale europea».
Giorgio Napolitano saluta l’evento con entusiasmo: «dall’Atena pensosa ai Tirannicidi le opere esposte esprimono attraverso i millenni la complessa elaborazione di una coscienza europea, germinata in Grecia e in Italia e segnata dal rispetto per l’individuo e la sua libertà, tanto celebrato dagli antichi».

Classicità ed Europa – Il destino della Grecia e dell’Italia, fino al 15 luglio; Info: www.quirinale.it

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