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Il D’Orsay sbarca a Roma

Da domani si apre un periodo di importanza storica nell’epopea delle grandi esposizioni capitoline. Da domani si suggella un importante gemellaggio simbolico tra due grandi metropoli dell’arte a livello mondiale, Roma e Parigi. Da domani inizia al Vittoriano la mostra Musee D’Orsay. Capolavori, che propone una selezione di settanta opere e racconta l’evolversi della pittura dal 1848 al 1914 esponendo i capolavori del Musee D’Orsay di Parigi: dalle novità precedenti all’impressionismo alle sperimentazioni che ne conseguirono. Un progetto che dura fino all’8 giugno. Sono esposte per la prima volta a Roma le opere di alcuni dei più grandi artisti francesi, come Monet, van Gogh, Gaugin, Degas, Manet, Corot, Pissarro.
Il percorso si articola in cinque sezioni: la prima si concentra sulle opere dei Salons parigini, esposizioni collettive del Louvre sull’arte contemporanea ed emergente che nel 1860-70 vedono affermarsi il realismo di Cabanel, Bouguereau ed Henner, prima, e di Courbet, dopo. La seconda sezione presenta le opere dei paesaggisti della scuola di Barbizon e le ricerche luministiche. È stato proprio lo studio sulle qualità atmosferiche a spianare la strada all’impressionismo che è stato considerato il movimento artistico più innovativo e moderno. Seguono le sezioni dedicate alla modernità ritratta dagli impressionisti e ai post impressionisti. L’ultima sezione, infine, è dedicata ai pointillisti (Searaut e Signac) della fine dell’800 che estremizzano la macchia di colore degli impressionisti separando cromaticamente le pennellate.

La storia delle avanguardie e della modernità è preceduta dall’inedito racconto di come una ex stazione ferroviaria nel cuore di Parigi sia divenuta uno dei musei più importanti al mondo. Dalle diverse origini delle sue collezioni alla costruzione dell’edificio per l’Esposizione universale del 1900 fino alle trasformazioni successive, con una particolare attenzione al fondamentale lavoro di allestimento e museografia realizzato nel 1986 dall’architetto italiano Gae Aulenti, scomparsa l’anno scorso.

Al Vittoriano questa mattina c’era il gotha del panorama artistico culturale romano. E non mancavano, chiaramente, gli amministratori locali. «Finalmente anche Roma potrà ammirare queste opere straordinarie, che sono un pezzo fondamentale della nostra cultura europea – ha detto l’assessore comunale alla Cultura, Flavia Barca – questo evento apre una fase importante di rapporti tra Roma e Parigi e io lunedì sarò nella capitale francese per siglare il progetto Tandem: mostre, concerti, incontri, le due città saranno vicine. Di tutto ciò sarebbe stato contento Gianni Borgna che oggi tutti noi ricordiamo». L’ambasciatore di Francia in Italia, Alain Le Roy, ha sottolineato che «questa mostra è un avvenimento speciale per gli scambi artistico culturali tra i nostri due paesi. Non è un caso che numerose siano le mostre dedicate all’arte francese, ultima quella su Cezanne proprio al Vittoriano. È un’occasione importante per scoprire la grande arte francese del secondo ottocento».

Tra le opere esposte da segnalare Donna nuda con cane di Gusteve Courbet, La danza delle ninfee di Camille Corot, Foresta di Fontainbleau di Frederic Bazille, La Senna e il Louvre di Camille Pissarro, Ballerine che salgono una scala di Degas, Ragazze al pianoforte di Renoir e Il giardino dell’artista a Giverny di Claude Monet.

Info: visite dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 19.30; il venerdì e sabato dalle 9.30 alle 23.30; la domenica dalle 9.30 alle 20.30. Telefono: 06/6780664

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