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Magnaccioni o mecenati della galleria Borghese? Il direttore Anna Coliva fa ordine

Quella cena organizzata il 7 febbraio dall’associazione Mecenati della galleria Borghese, la charities presieduta da Maite Bulgari per sostenere questo importante polo museale di Roma, proprio non è andata giù alla Sovrintendenza capitolina. Un appuntamento ideato per fare una raccolta fondi (e che fondi, considerando che i convocati alla cena erano esponenti dell’alta borghesia romana) ma che ha comportato alcuni spostamenti logistici che, a detta degli uffici di piazza Lovatelli, avrebbero danneggiato gli interni e gli esterni della galleria. Il quotidiano Repubblica ha riportato la lista delle violazioni: non sono state rispettate le distanze di sicurezza dai monumenti, gli arredi in marmo del parco sono stati usati per ancorare le strutture aeree di allestimento degli spazi, i mezzi pesanti usati per il trasporto hanno lasciato tracce molto invasive e a questo si aggiungerebbe il fatto che molte operazioni messe in atto hanno trasgredito alle autorizzazioni concesse dalla stessa Sovrintendenza. Ma il direttore della galleria, Anna Coliva, oggi risponde alle accuse: «Nessuno scempio – spiega su Repubblica – ci siamo attenuti alle regole e abbiamo, anzi, seguito una procedura applicata da anni». Non ci sta a passare come un’usurpatrice, come la stanno dipingendo in molti. Del resto grazie a queste attività, dice lei, si riescono a rastrellare le risorse necessarie a fare andare avanti la struttura. «C’è una legge precisa, la legge Ronchey – continua Coliva nell’intervista – che incoraggia tutti i musei statali a dare in affitto gli spazi per eventi privati». Hanno agito secondo la normativa e nell’alveo delle autorizzazioni, dicono. Ma intanto il ministero dei Beni culturali avrebbe deciso di avviare un’indagine per stabilire l’esistenza e l’entità dei danni. È ora che pubblico e privato si mettano d’accordo per convivere pacificamente e nell’esclusivo interesse del patrimonio artistico culturale delle città.

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