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Un’Anima per Grottammare

Anima è il nome del progetto presentato ufficialmente al Maxxi di Roma per la realizzazione di un polo culturale firmato dall’architetto Bernard Tschumi, commissionato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e accolto dal Comune di Grottammare, la cittadina sull’Adriatico in provincia di Ascoli dove questa nuova realtà multifunzionale nascerà entro il 2017. L’idea è nata per creare uno spazio che ospiti diverse manifestazioni di cultura, donando così alla comunità di Grottammare uno spazio creativo, che incentivi il flusso turistico, valorizzando e stimolando le eccellenze locali, con concerti, mostre, laboratori d’arte o esposizioni di prodotti tipici locali. Un obiettivo sensibile e strategico, considerando la congiuntura di crisi economica che sta vivendo il paese.

Grottammare si estende lungo la costa adriatica fino alle dolci pendici delle vicine colline in cui sorge il bellissimo borgo medievale. Ha origini antichissime: si sono rinvenute tracce di insediamenti dell’età neolitica, sul suo territorio è stata scoperta una necropoli picena del VII sec. a.C. La cultura è sempre stata un vanto della città, che col suo clima favorevole e il paesaggio ridente ha ispirato e dato i natali a molti artisti, come lo scultore della Sala Nervi in Vaticano, Pericle Fazzini, il tenore Andrea Concetti, nonché papa Sisto V, grande mecenate a cui si deve la prima sistemazione urbanistica della Roma moderna e la realizzazione dei grandi capolavori barocchi della capitale.

La presentazione del progetto Anima, introdotta dal direttore del museo di architettura moderna e contemporanea del Maxxi, Margherita Guccione, è diventata occasione di un’ illuminante lecture, gremita di giovani e artisti, in cui il maestro Tschumi ha illustrato il suo concetto di architettura, ripercorrendo la carriera e spiegando le sue principali opere. Una volta colto il senso profondo della sua poetica è stato più facile immaginare come sia concepito il progetto, realizzato da una squadra di progettisti coordinati da Alfonso Giancotti, l’architetto che sarà ponte tra l’archistar internazionale e le maestranze del territorio piceno. Le parole chiave è “dialogo”, si tratta di una vera e propria opera corale, perché gli amministratori locali hanno sottoposto il progetto alla comunità di Grottammare e lo hanno elaborato insieme nel corso di assemblee aperte a tutti, in cui si sono evidenziare i tratti di un’ identità culturale comune. La realizzazione dell’ opera proietta direttamente la cittadina in un orizzonte internazionale, poiché il progetto è anche incluso nella retrospettiva che il centre George Pompidou di Parigi dedica a Tschumi dal prossimo 30 aprile.

Dal punto di vista della composizione il progetto consiste in un quadrato perfetto che si ergerà in una zona periferica della città, fra mare e collina, perfettamente visibile da chi percorre la dorsale autostradale che collega Bari a Bologna e raggiungibile direttamente dall’uscita Grottammare. «L’involucro esterno- dice Tschumi- consiste in un unico materiale, un cemento finemente lavorato. Le aperture profondamente incassate ospitano le porte di accesso e le finestrature. Anima è un’amichevole fortezza della cultura». Elemento saliente della costruzione sono le facciate, su cui gli studi teorici dell’architetto si sono a lungo soffermati e che saranno una sorta di diaframma protettivo, filtro tra le strade vicine e la sala grande: si considerano cinque lati, perché anche la copertura è intesa come una facciata, carichi di una pregnanza simbolica e frutto di un linguaggio che bandisce i concetti, ormai obsoleti, di arbitrarietà o autoreferenzialità. La sobrietà è la parola d’ordine, «il tempo dell’ iconismo è concluso- dice il progettista- insieme alle arbitrarie forme scultoree del recente passato, spesso realizzate senza considerazione per il contesto, il contenuto e il budget».Se il blocco quadrangolare è compatto e denso, lo spazio interno è invece scomposto e dinamico. La rotazione di un grande volume di parallelepipedo occupa l’area centrale e contiene una grande sala da 1500 posti a sedere, da configurare variabilmente in base alle esigenze d’uso. Dalla rotazione provengono quattro cortili di vasto respiro, su ciascuno dei quali affaccia la sala principale, utili luoghi di incontro e aggregazione sociale. Questa sistemazione fluida dello spazio consente una molteplicità di prospettive da cui osservare il polo culturale, non ultima quella che si offre con un percorso che va dal piano terra alla sommità del parallelepipedo, fino ad avere la completa visibilità su tutte le attività che si svolgono nel centro. Un articolato sistema di rampe rende possibile tutti gli scorci e il passaggio da un’offerta culturale all’altra. Sono previsti inoltre laboratori, un caffè – ristorante, uffici e spazi accessori. Anima sarà un generatore urbano, un vero alveare sociale, in cui si richiederà energia e forza lavoro di tutta la comunità. Anche l’illuminazione ha una forte pregnanza creativa: il grandioso cortile d’ingresso, esterno e coperto, avrà una luce che filtra nello spazio come attraverso uno schermo. Un cortile giardino, adornato di alberi che rinfrescano l’aria d’estate, proteggerà la fortezza dai rumori esterni. Grande cura è dedicata alla percezione notturna di Anima: «le luci saranno posizionate in modo da illuminare la sottigliezza del cemento e accentuare le forature presenti nelle facciate nel momento in cui la luce del giorno calerà. L’illuminazione della facciata sud potrà essere bianca o colorata in funzione degli eventi ospitati», aggiunge Tschumi.

Lo spazio di Anima è concepito in evoluzione, i due livelli di balconate suggeriscono il senso di convivialità e ogni proposta da parte dei cittadini di Grottammare sarà accolta con gioia dai progettisti.

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