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Nasce Rivoli2

Nasce a Milano Rivoli2. Ma attenzione, non è la sede milanese del castello di Rivoli, benché la nuova fondazione, presidente Pier Luigi Guzzetti e direttore Nicoletta Castellaneta, ne condivida la missione culturale di promuovere la ricerca e la comprensione dell’arte del nostro tempo. Al civico 2 di via Rivoli, a fianco del teatro Strehler e l’accademia Paolo Grassi, a due passi da Brera, si offrono gli spazi della fondazione, articolata su quattro livelli e ristrutturata dall’architetto Marco Cerri. La mostra inaugurale è una personale di Marco Bongiorni (Milano, 1981), aperta al pubblico dal 16 gennaio al 2 marzo e strutturata, come vuole il titolo Epitone/Head/Fear, in tre diverse sezioni. Al piano ammezzato s’incontra l’installazione Untitled_teste nere: taccuini, vecchie carte, poster e tavole di legno sono i supporti utilizzati dall’artista, per cui l’evidente suggestione dell’arte africana diventa escamotage figurativo per sondare le possibilità tra continuità e interruzione degli scarti di senso nel processo visivo. Il linguaggio che Bongiorni predilige è quello del disegno su cui l’artista lavora come si trattasse di un rituale o di uno strumento di indagine di un processo piuttosto che di un prodotto finito. Il senso della sua ricerca artistica è dichiarato nel piano seminterrato della fondazione attraverso un video che documenta la realizzazione sui generis di un disegno: abbandonato il cavalletto, Bongiorni con foglio e matita alla mano sale su di una bicicletta e percorrendo le vie di Milano crea un’immagine che in sostanza è riflessione sui limiti e punti di forza del linguaggio stesso del fare arte. Marco Bongiorni, diplomato prima a Brera e poi in Naba, dove attualmente è docente di disegno, avvia l’intensa stagione della fondazione. Abbiamo cercato di capirne di più della nuova istituzione con il presidente Guzzetti.

Rivoli2, una nuova fondazione per l’arte contemporanea e non la sede milanese del castello di Rivoli. Nome civetta o casualità?

«È solo una casualità. Abbiamo ovviamente giocato un po’ sul nome ma soprattutto sull’indirizzo perché la fondazione ha sede in Via Rivoli 2, una via che riteniamo importante, accanto a un’istituzione come lo Strehler e una scuola di teatro con cui pensiamo e speriamo di poter collaborare. L’obiettivo di questa fondazione non è solo di focalizzare la propria attenzione sulle arti visive. La sua vocazione interdisciplinare si rivolge a tutto ciò che è creatività e tutto ciò che crea emozioni».

Quali sono nello specifico gli obiettivi e le finalità?

«L’obiettivo è occuparsi dei giovani e investire su di loro, in prima analisi lavorando sul territorio con un’attenzione particolare verso gli artisti milanesi, poi attivando delle collaborazioni con l’estero, con Londra ad esempio, per un progetto che vedrà la luce a fine stagione. Siamo interessati a coinvolgere il mondo della formazione: Brera e lo Ied, ad esempio, sono interlocutori molto vicini».

Come supporta le proprie attività la fondazione?

«Siamo una fondazione di partecipazione, costituita grazie all’azienda Navigando Turismo e Cultura che da molti anni opera a Milano nell’ambito del turismo giovanile. La fondazione è ovviamente aperta a possibili nuovi ingressi e partner che condividano la nostra missione».

Milano secondo lei ha un ruolo strategico nel sistema dell’arte contemporanea?

«Riteniamo che Milano sia una fucina di idee. Lo spazio in cui sorge la fondazione era nel secolo scorso un’officina meccanica dove l’artigiano inventava e produceva giorno per giorno il proprio lavoro, oggi gli artisti che promuoviamo hanno idee e voglia di realizzarle. Crediamo che l’Italia abbia delle grandissime potenzialità e sia ricca di giovani a cui dare credito».

Come scegliete gli artisti?

«Abbiamo un comitato scientifico che lavora sul territorio formato da professionisti, docenti, giornalisti, artisti che vaglia le proposte presentate. Conditio sine qua non per gli artisti è di elaborare un progetto specifico per lo spazio».

Dalle mostre temporanee nascerà una collezione?

«Sì, creare una collezione permanente è uno dei nostri obiettivi. Gli artisti che realizzano progetti per noi sono invitati a donare un’opera che entrerà a far parte della collezione».

Un’anticipazione sulle prossime iniziative?

«Appena prima di Miart e chiudendo con il salone del mobile presenteremo una mostra in cui metteremo a confronto giovani designer e artisti su dei materiali che abbiamo individuato; a seguire un progetto di Serena Zanardi, vincitrice della scorsa edizione del premio San Fedele, e tanto altro».

Fino al 2 marzo; Rivoli2, via Rivoli 2, Milano; info: www.rivolidue.org

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