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Kino film, poster sovietici del cinema muto

Kino film: poster sovietici del cinema muto. A Londra, l’anno della cultura anglo-russa prende le mosse da una mostra sull’età d’oro dei manifesti di film sovietici. A curare la rassegna Elena Sudakova, direttrice della Grad (Gallery for russian arts and design) e Lutz Becker, critico cinematografico e storico dell’arte. Il 1920 ha visto l’avvento del nuovo e radicale design grafico creato per pubblicizzare film muti in tutta l’Unione Sovietica. Locandine di film di questo periodo sono diventati capolavori come la trentina di opere in esposizione e firmate da Aleksandr Rodchenko, i fratelli Georgii e Vladimir Stenberg, Yakov Ruklevsky, Aleksandr Naumov, Mikhail Dlugach e Nikolai Prusakov.

Una generazione emergente di artisti che – come i registi dell’epoca – provavano a partecipare alla creazione di canoni di arte legati all’epopea rivoluzionaria, contro l’arte borghese. La centralità dell’industria cinematografica era chiara a chi doveva comunicare con grandi masse analfabete. La Sovkino, azienda statalizzata, gestiva la distribuzione di film stranieri nell’Urss, compresi quelli provenienti dagli Stati Uniti che erano molto popolari e dei quali sono stati usati i profitti per sovvenzionare la produzione cinematografica nazionale. È da tutto ciò che sono scaturiti capolavori come La corazzata Potemkin, Sciopero eccetera.

Sotto l’ombrello della Sovkino, Reklam film è stato il reparto che controllava la produzione di manifesti cinematografici in tutta l’Unione Sovietica e al suo timone era progettista Yakov Ruklevsky che ha arruolato una serie di giovani e talentuosi artisti. Così è stato rivoluzionato un intero nuovo vocabolario visivo per locandine di film, sia esteri che nazionali, che incorporano le suggestioni e le tecniche mutuate dallo schermo. Tecniche come il fotomontaggio, cinematografico, la ripetizione, i punti di vista asimmetrici e gli scorci drammatici erano utilizzati nella creazione sia di pellicole che delle stampe, portando alla comparsa di un corpo distintivo e altamente influente del design. Poiché i film erano in bianco e nero, i progettisti hanno inventato una licenza artistica di grande effetto utilizzando colori vivaci e dinamici, esperimenti tipografici per catturare l’essenza di ogni produzione, a volte senza aver neanche visto il film. Il risultato è un corpus potente e duraturo.

A corredo della mostra, le proiezioni di estratti di film (a partire dal documentario L’uomo con la macchina da presa) per mettere in evidenza il rapporto simbiotico tra la visione pionieristica di registi come Sergei Eisenstein e Dziga Vertov e il lavoro degli artisti del manifesto impegnati per la loro promozione. Prodotti in massa nel corso del 1920, dei manifesti sono stati fatti, però, solo pochi originali e meno ancora sopravvivono dopo l’uso. La mostra alla Grad è una rara opportunità di vedere queste opere seminali, molte delle quali non sono state mai viste prima nel Regno Unito. Dal 17 gennaio al 29 marzo, 3-4a Little Portland Street London W1W 7JB, da martedì a venerdì, dalle 11 alle 19, sabato dalle 11 alle 17. Info: tel. 0044(0)2076377274; www.grad-london.com.

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